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giovedì, 24 settembre, 2015

Raid russi contro l’Isis-Daesh in Siria

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Caccia Sukhoi russi hanno iniziato questo venerdì 25 settembre le operazioni belliche contro i terroristi dell’Isis (Daesh) che controllano alcune regioni della Siria (in gran parte desertiche) e dell’Iraq indipendentemente da un’azione comune con gli Usa.

Obiettivo delle azioni antiterrorismo è stata la zona sulla quale si estende, ad est di Aleppo la superstrada che conduce a Deir Hafer. I raid aerei sono stati supportati da un attacco a terra dell’esercito arabo siriano (governativo).

Per la Casa Bianca, la decisione dell’intervento russo in sostegno di Bashar al Assad, presidente siriano, peraltro annunciato nei colloqui tra Putin e Nethanyau, è decisamente uno scacco diplomatico. Non a caso la stessa cancelliere tedesca Angela Merkel e il segretario di Stato Usa Kerry avevano di fatto aperto ad una collaborazione con il governo di Damasco, dichiarando che la destituzione di Assad (perseguita dal 2011 dall’Occidente) non è una precondizione al dialogo. Washington, in particolare, è sotto accusa dopo l’ufficializzazione della notizia che la gran parte degli armamenti e dei soldati “democratici” (ribelli) siriani dagli Usa addestrati per azioni militari contro Damasco, una volta entrati nel territorio della Siria sono passati praticamente in blocco nei ranghi terroristici di al-Nusra e del Daesh.

E’ stato confermato che Obama, nei prossimi giorni, discuterà con Putin un’intesa nella collaborazione militare.

Dunque, come nota anche Fernando Rossi nel suo portale, “alla faccia dei banchieri e delle multinazionali che hanno fatto adottare sanzioni economico-politiche contro Mosca, colpevole di non gradire il loro golpe in Ucraina, Mosca è in questi giorni al centro della diplomazia internazionale e di incontri e visite di capi di stato da tutto il mondo”.
Peraltro, anche sul recente incontro tra il presidente russo e il permier israeliano, si è avuta un’ondata di false informazioni.

In realtà, come ha riportato il portale web in lingua araba Addiyar, il presidente russo Vladimir Putin ha informato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu che gli aerei russi sono responsabili per lo spazio aereo siriano, e voleranno sopra tutti i territori siriani con l’eccezione di una sezione del Golan occupato.
Il presidente russo ha informato che qualsiasi intervento dagli aerei israeliani nello spazio aereo siriano sarà considerato dai russi un atto ostile. Putin avrebbe dato istruzione ai piloti russi di colpire qualsiasi aereo che incrocia la loro rotta nelle missioni di combattimento, tranne gli aerei della coalizione, che avranno un coordinamento con loro sui tempi dei bombardamenti.
Il presidente russo, come riporta Addiyar, ha annunciato che gli aerei russi voleranno 24 su 24 nello spazio aereo siriano, e bombarderanno l’Isis-Daesh ininterrottamente.
Con Netanyahu è stato concordatoun coordinamento russo-israeliano esclusivamente nei pressi delle alture del Golan. Putin ha accettato sulla base del fatto che gli aerei russi voleranno sopra le alture del Golan non occupato e gli aerei israeliani potranno volare sulle alture del Golan occupato. Questo è l’unico coordinamento tra le parti per evitare “incidenti”.

Per tutelare l’alleato siriano, riuscito comunque a resistere a quattro anni di conflitto, la Russia ha, come noto, di recente molto rafforzato il proprio dispositivo bellico del Cremlino nel paese del Vicino Oriente. Per trasferire i caccia in Siria, probabilmente i russi, aiutati dagli alleati iraniani nello scalo di Hamadan, hanno fatto volare i Sukhoi molto vicini o sotto i cargo IL 76 in modo nascondere la loro “traccia”.

Mosca ha così dislocato 28 velivoli da combattimento al fianco delle forze di Assad e altri sono attesi a breve.

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