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mercoledì, 2 settembre, 2015

Fascino e mito in Villa Reale

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Fino al 6 settembre per visitare una bellissima mostra aperta il 23 aprile in occasione di Expo 2015 dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, con il sostegno di Regione Lombardia, dal titolo “Italia: Fascino e mito. Dal Cinquecento al contemporaneo”. Chiude il  6 settembre alla Villa Reale di Monza.

Prodotta da Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, Skira editore e Cultura Domani si è trattato senza dubbio di un progetto ambizioso e affascinante, che permette ai visitatori, italiani e stranieri, di comprendere come il nostro Paese sia stato vissuto e interpretato nell’epoca moderna dai più importanti artisti stranieri, che ne hanno fatto uno dei soggetti preferiti e una delle più ricche fonti di ispirazione.

Per almeno tre secoli, dall’inizio del Seicento a tutto l’Ottocento, l’Italia è stata la meta privilegiata degli aristocratici e degli uomini di cultura di tutta Europa e nel XIX secolo anche del Nuovo Mondo, in quanto il viaggio in Italia – il famoso Grand Tour – costituiva una tappa ineludibile del processo di formazione delle classi dirigenti europee. Ad attirare erano non solo i monumenti e le opere d’arte, ma anche lo splendore del paesaggio mediterraneo e la dolcezza del clima, le feste e le cerimonie religiose, la pittoresca umanità della popolazione e la ricca varietà delle tradizioni popolari, non meno della bellezza delle donne che evocava quella delle divinità antiche o delle Madonne dipinte dai grandi maestri come Raffaello: si creò così il mito dell’Italia, depositato nell’immaginario collettivo dell’Europa colta.

L’allestimento si avvale della collaborazione di circa settanta enti prestatori, fra pubblici e privati, trenta quelli stranieri e quaranta italiani per un corpus di circa 120 opere provenienti da Italia, Europa e America.

È evidenziato il ruolo dell’Italia quale “maestra delle arti”, grazie a dipinti e sculture di protagonisti stranieri come Lucas Cranach e Anton Van Dyck, Claude Lorrain, Valentin de Boulogne, Rubens, Gaspar Van Wittel, Angelika Kauffmann, Johann Zoffany e Anton Raphael Mengs, Joshua Reynolds, Ingres e Thorvaldsen, Jean-Louis Gérome, e di maestri italiani assunti a modello, come Botticelli, Correggio, Michelangelo, Tiziano, Pompeo Batoni e Canova.

Il progetto scientifico della mostra è stato elaborato a cura della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici e della Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici di Milano, che hanno raccolto attorno a questo tema un Comitato scientifico composto dai principali studiosi in ciascuno degli ambiti cronologici di riferimento. Particolarmente significativo è stato il generoso intervento di mecenatismo di Giulio Properzi, che della mostra è stato uno degli ispiratori sostenendone il progetto.

Un evento certamente da non perdere. Il percorso si conclude con la ricca sezione che dal XIX secolo giunge alla contemporaneità, con opere di artisti del calibro di Auguste Rodin, André Derain, Fernand Léger, Pablo Picasso, Salvador Dalì, Henry Moore, Andy Warhol, Yves Klein, Christo, Anselm Kiefer, William Kentridge, Marina Abramović, Thomas Struth, Candida Höfer e altri, che hanno ripreso il dialogo con l’Italia, i suoi paesaggi, la sua arte, fonte di ispirazione continua, di cui hanno omaggiato le bellezze.

La sequenza di grandi capolavori unisce il profondo rigore scientifico del progetto con un’altissima spettacolarità, per offrire una mostra comprensibile e godibile per un pubblico vasto: italiano e internazionale.

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