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giovedì, 16 aprile, 2015

A Subiaco il libro a stampa festeggia 550 anni

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Il Borgo dei cartai rinasce come museo-laboratorio

Subiaco è stata culla dell’incunabolo, sede della prima tipografia italiana installata da due allievi di Gutenberg. Il ceco Arnold Pannartz e il tedesco Conrad Sweynheym fuggito all’assedio di Magonza, vengono in Italia e, su invito del cardinale Torquemada si recano al Monastero di Santa Scolastica di Subiaco dotato di un famoso scriptorium. Vi impiantano una tipografia a caratteri mobili e nel 1465 stampano il De Oratore di Cicerone con caratteri sublacensi, cioè scrittura gotica con le maiuscole dei manoscritti, oltre alle opere del Lattanzio, la Piccola grammatica latina del Donato (perduta) e il De Civitate Dei di Sant’Agostino. Nel 1467 aprono a Roma un’officina tipografica pubblicando testi classici.
La regola benedettina impone la lettura privata e comunitaria dei codici. L’abate Giovanni intorno al 1100 chiama numerosi miniatori e acquisisce vari codici, dando origine alla biblioteca che alla fine del 1300 conta 10.000 volumi, tra cui una miscellanea del X sec. con preziose miniature, oltre a codici monastici e liturgici, trattati di filosofia e teologia. Oggi è ricca di 100.000 volumi, 3780 pergamene, 440 codici manoscritti, 213 incunaboli. Si deve all’abate Giovanni anche la Rocca Abbaziale, concessa il 21 marzo scorso in comodato fino al 2075 al Comune che intende destinarla a polo culturale legato alla stampa, al libro e al restauro.
Per celebrare il 550° anniversario del primo libro stampato in Italia è nato il progetto Subiaco 2015, col quale il Comune d’intesa con l’Abbazia, intende valorizzare questo primato e creare nuove opportunità puntando i riflettori sulla città e sul territorio, snodo culturale e religioso. I resti della fastosa villa di Nerone sulle rive di tre laghi artificiali sono visibili ancora oggi e la grotta in cui si rifugia Benedetto da Norcia alla fine del V secolo è inglobata nel Sacro Speco. Dei dodici monasteri benedettini nella Valle dell’Aniene, sopravvive alle incursioni saracene solo quello dedicato a Santa Scolastica, la sorella gemella. Questa poderosa struttura si articola intorno ai tre chiostri, quello di accesso rinascimentale, il gotico e il cosmatesco ornato da colonne binate.
Nella chiesa, di linee neoclassiche eretta su stratificazioni precedenti, il 28 marzo si è svolta la cerimonia di apertura delle celebrazioni con la presentazione del De Oratore, copia anastatica dell’esemplare custodito nella Biblioteca Angelica di Roma, ritenuto il primo libro a stampa ma privo di data e note tipografiche. Dopo i saluti del sindaco Francesco Pelliccia che rivendica un primato che ha cambiato il corso della storia, l’assessore regionale alla cultura Lidia Ravera ricorda che l’invenzione della stampa consente di tramandare il patrimonio dell’intelligenza umana, Maria Antonietta Orlandi illustra i tesori della Biblioteca di Santa Scolastica. Seguono gli interventi di Roberto Giachetti vicepresidente della Camera e Angela Benintende dirigente Mibact e chiude l’abate Dom Mauro Meacci, esprimendo soddisfazione per l’interesse dell’amministrazione alla valorizzazione dell’identità del territorio, che la comunità monastica tutela da 1500 anni.
Nel pomeriggio è stato inaugurato il Borgo dei Cartai, museo-laboratorio nell’ex Mulino Carlani sull’Aniene, gestito dall’associazione L’Elice con l’intento di recuperare e valorizzare la tradizione e le tecniche artigianali della produzione dell’antica cartiera di Subiaco, voluta da Sisto V nel 1587 e chiusa nel 2004, nella quale si produceva carta di pregio. Oltre che essere centro di formazione, il Borgo è anche luogo di sperimentazione scientifica con un progetto attuato dalla cattedra di Psicologia della personalità dell’Università di Roma Sapienza sulla valutazione del processo creativo del bambino e la promozione del benessere attraverso il gioco.
Il programma delle manifestazioni prevede fino a ottobre convegni, mostre, laboratori, workshop, visite guidate.
Il progetto sarà illustrato al Salone del Libro di Torino presso lo stand della Regione Lazio e all’Expo di Milano dove il De Oratore verrà presentato con una lectio magistralis di Umberto Eco.

 

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