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domenica, 19 luglio, 2015

Musiche e danze alla corte del Duca di Urbino

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La vocazione internazionale delle Marche – Marcheshire le chiamano gli inglesi – si conferma anche quest’anno in questo festival tematico che investe con le varie branche della sua attività la città di Urbino, da sempre nota con l’appellativo di “città ideale” per la particolare struttura urbana , per le sue magnifiche architetture e perché protagonista di essa, e non solo suo abitante, è certamente l’uomo. La città ducale, la città di Raffaello, che dal 1998 è “ città museo patrimonio dell’umanità”, da 47 anni ospita il “Festival di Musica Antica” , una rassegna articolata in due settori, quello delle masterclass, dal 18 al 28 luglio, alle quali sono iscritti giovani e giovanissimi, e quello più propriamente dello spettacolo, anzi degli spettacoli che si svolgono nei luoghi più belli della città e che consistono nelle performance degli artisti accorsi a divulgare con la loro competenza l’amore per la musica antica. Ogni anno, il Festival riserva a chi viene a usufruire di questa vacanza culturale e divertente novità che mostrano appieno la vitalità e la voglia di essere nel territorio in modo creativo. In questo ambito si inserisce l’appuntamento con Sara Mingardo, mezzo soprano di fama mondiale, che per la prima volta nella storia del Festival, il 22 luglio, si esibirà con il suo concerto a Pesaro (Chiesa della Santissima Annunziata ore 21.30). La Mingardo ha scelto un programma in cui si alterneranno brani solistici a brani di insieme, da Monteverdi a Strozzi e altri artisti del ‘600 italiano, che vedrà impegnati come protagonisti anche gli allievi della sua masterclass. Al clavicembalo, Giorgio Dal Monte. Il concerto di Pesaro segna l’inizio di un’interessante collaborazione tra le due città e vuole essere il punto di partenza per attivare la promozione e lo sviluppo di eventi culturali futuri. Un’altra novità di questa edizione è il concerto finale del 14 agosto che crea per la prima volta un collegamento con la Festa del Duca che si tiene a Urbino proprio dal 14 al 16 agosto. Per tre giorni il centro storico della città cambia il proprio calendario e Urbino torna a vivere nel Rinascimento, fra mercati storici, danze e spettacoli nelle corti: è il glorioso passato del Ducato urbinate a diventare protagonista con le musiche d’epoca, come quelle del fiammingo Leonard Meldert, attivo nel XVI secolo nella città e di altri musicisti, le cui composizioni sono conservate in preziosi manoscritti come il ‘Medici Codex 1518’ e dedicate ai potenti mecenati locali, come il Duca Guidubaldo II della Rovere, suo fratello il Cardinale Giulio Feltrio e Lorenzino de’ Medici. A creare il trait d’union fra il Festival e la grande Festa ducale è chiamato l’Ensemble Bella Gerit.

Il Festival, che ha la direzione artistica di Marcello Gatti, è organizzato annualmente dalla FIMA (Fondazione Italiana per la Musica Antica) con un calendario intenso e variegato e nel corso degli anni ha ottenuto, il patrocinio della Presidenza della Repubblica, il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, quello del Comune di Urbino, della Regione Marche, della Provincia di Pesaro e Urbino, e di numerosi enti e sponsor privati che amano collegare nome e attività all’importante manifestazione.

Fra le finalità del Festival spicca la ricerca di opere del repertorio classico e barocco poco note, così come lo studio e la messa a punto della prassi esecutiva antica, verificata in autentici laboratori di produzione musicale dove l’attività dei docenti si coniuga sinergicamente con quella degli allievi dei corsi di perfezionamento. Una cura particolare allo scopo viene riservata alle attività artistiche tendenti a creare ensemble e formazioni orchestrali che li vedano riuniti sotto un comune denominatore. Esperienze poi testate nel corso degli spettacoli serali, come nel caso del concerto del 24 luglio con l’Ensemble Ab Chordis, un complesso italiano che si è formato in seno alle masterclass di Urbino, costituito interamente da giovani ed entusiasti musicisti particolarmente carichi di nuove energie e con personalità di grande carisma. O la performance dell’Ensemble vocale e strumentale della FIMA, formato in massima parte da studenti del corso e da giovani professionisti, guidati da Alessandro Quarta, che eseguirà il programma Händel a Roma: salmi concertati e mottetti di Händel, Scarlatti, Bencini e altri splendidi inediti che costituirà un grandioso epilogo della programmazione di luglio. O ancora l’Orchestra barocca del Festival UMA, che quest’anno sarà guidata da Alfredo Bernardini, formata dai migliori allievi, che realizza un programma preparato durante i dieci giorni dei corsi. Il programma di quest’anno è dedicato a Henry Purcell e alle musiche di danza di J. F. Rebel, che verranno effettivamente danzate dai docenti di danze storiche Gloria Giordano e Lieven Baert. Di Purcell verranno eseguiti alcuni estratti da The Fairy Queen, Terza delle semi-operas composte per la United Company del Theatre Royal e condannata da alcuni critici come dissacrazione del Sogno di una notte di mezza estate shakespeariano. The Fairy Queen è forse il lavoro teatrale più raffinato e accurato di Purcell, che revisionò la partitura nel 1693, ampliandola. Non sono musicati i versi di Shakespeare: gli inserti musicali consistono in masques aggiunti al dramma.

Ricco e articolato com’è, il Festival lascia spazio a musiche di classici del barocco strumentale quali Loeillet, Veracini ed Händel, come anche del barocco vocale c on l’affermato e apprezzato a livello internazionale Ensemble Odhecaton, che eseguirà il programma che forse più di ogni altro si fonde con l’atmosfera storica e artistica di Urbino rinascimentale: “Flos FlorumSimbologia del numero e devozione mariana nella polifonia franco-fiamminga”(musiche di G. Dufay, J. Ockeghem, J. Desprez , A. Brumel, J. Obrecht). Ci sarà un percorso di musica sacra, suggerito dalle ricerche sui maestri della prestigiosa accademia bolognese: Colonna, Perti, Torelli, ma che ha come centro l’eccezionale figura di Padre Martini, compositore, didatta e collezionista che con la sua biblioteca ha lasciato uno dei maggiori patrimoni musicali del mondo.

Un motivo popolare di interesse sarà certamente suscitato dallo spettacolo di Pino De Vittorio, una delle voci più note e amate della tradizione meridionale e della musica antica italiana,  “Le Tarantelle del Rimorso” , tarantelle, serenate, canti d’amore e di lavoro, nenie e stornelli del Sud, canti struggenti ed evocativi di un mondo che non c’è più.

Fra i corsi, di particolare interesse, oltre alla già citata masterclass di canto affidata a Sara Mingardo, il corso di Canto madrigalistico tenuto da Alessandro Quarta, il corso di clavicembalo tenuto da Rinaldo Alessandrini, quello di Ornamentazione tenuto da Enrico Gatti oltre ai corsi di flauto dolce, trombone, violino barocco, liuto, oboe, etc. I corsi sono aperti ad allievi professionisti e ad appassionati dilettanti, un aspetto questo che li rende unici nel loro genere e che contribuisce a creare un’atmosfera quanto mai composita e favorevole alla socializzazione. Tutte le informazioni necessarie su programmi dettagliati, regolamento dei corsi, quote di iscrizione e prenotazione alloggi ad Urbino si trovano sul sito FIMA: www.fima-online.org. Consueta appendice ai Corsi è la ventesima edizione dell’esposizione di strumenti antichi, Strumenti della musica antica, che si terrà il 25 e il 26 luglio presso il foyer del Teatro Sanzio. La mostra accoglierà per un week end liutai italiani e stranieri per offrire ai musicisti riuniti a Urbino un appuntamento con l’eccellenza della liuteria per gli strumenti medievali e barocchi. La manifestazione è aperta anche a case discografiche e a editori musicali e rappresenta un’occasione di incontro e confronto per un settore di alto artigianato apprezzato in tutto il mondo.

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