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martedì, 24 febbraio, 2015

C’è chi lavora per lo “scontro di civiltà”…

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Intervista a Fabio Verna, economista e opinionista radiotv

Il clima di guerra ha di fatto già invaso i nostri confini, in quanto con la strategia della comunicazione messa in atto dai comandanti dell’ISIS, la guerra ha, almeno virtualmente, già superato i confini fisici del nostro paese, entrando nelle nostre case attraverso i “media” sapientemente usati da questi nemici della pace.
D’altra parte appare difficile ipotizzare una guerra combattuta per le strade delle nostre città, in quanto l’ISIS non ha una tale capacità offensiva, eventualità già dimostrata durante l’assedio di Kobane, battaglia in cui il sedicente “stato islamico” impegnò il meglio delle su truppe, respinte dai peshmerga curdi, appena questi ricevettero i necessari rifornimenti di armi dall’occidente.

Canzano –  Tutto ebbe inizio con la nascita o potremmo dire con la “creazione” dell’Islam e con la spartizione dei territori arabi, poi cosa accadde?

VERNA – Come è noto Maometto, il profeta di Allah, non ebbe figli ed alla sua morte, avvenuta alla Mecca nel 632 d.c., lascio la aperta, tutta la secolare questione della successione. Al tempo alcuni califfi (dall’arabo “khalifa”: successore o vicario) vicini a Maometto, identificarono in Abu Bakr, in quanto suocero dello stesso Maometto, colui che poteva proseguire l’opera di proselitismo del profeta. La forza di Abu Bakr poggiava anche nella condivisione del potere con altri califfi che poterono così continuare a governare i loro territori, fondano la loro autorità sulla “sunna” ovvero sull’applicazione ortodossa della legge coranica; attualmente circa l’80% dei mussulmani si definiscono “sunniti”.
Da allora i tentativi di invadere l’Europa furono più volte reiterati a cominciare dall’invasione del sud della Spagna fermati a Roncisvalle da Carlo Magno nell’ottavo secolo, alla dominazione araba in Sicilia, sino all’assedio di Vienna da parte dei turchi nel 1529 al quale seguirono scontri di confine ed incursioni durati sino al 1683, quando con l’ultima decisiva battaglia gli ottomani ripiegarono definitivamente.

Canzano –  Alcuni studiosi identificano la rivoluzione araba con il nostro medio evo, vi possono essere degli elementi di correlazione ?

VERNA – Personalmente non avrei un’idea precisa sulla questione, del resto io sono un economista e non uno studioso dell’Islam o del mondo arabo, comunque dovendo fare un parallelismo opterei per un altro periodo storico, ovvero quello della rivoluzione francese o del nostro risorgimento. In fondo le masse popolari del nord africa d religione mussulmana, diedero vita alla cosiddetta “primavera araba” tentando di trovare una via verso la democrazia, anche se così facendo di fatto aprirono la strada al dormiente fondamentalismo islamico, per cui ad un oscurantismo sociale di carattere religioso.

Canzano –  Ma allora, domando proprio all’economista, tutto è riconducibile ad una guerra economica, in cui vari pretendenti vogliono il controllo dei  pozzi petroliferi ?

VERNA – No, non è così semplice. Indubbiamente “l’oro nero” rappresenta un’enorme massa monetaria e dunque la fonte di ricchezze quasi infinite, d’altra parte noi occidentali avevamo ottimi accordi con l’OPEC (il cartello del petrolio) in tal senso vorrei ricordare che il prezzo del petrolio al barile si è di fatto dimezzato nel corso dell’ultimo anno; inoltre ad un’offensiva economica si risponde con una controffensiva economica. Il tema è a mio avviso molto più vasto e complesso del resto riguarda oltre un miliardo di mussulmani distribuiti dalla coste dell’Atlantico sino alla Malesia, con etnie profondamente diverse tra loro, unite dall’applicazione della “shari’a” nonché dalla estromissione della donna dalla società civile, donna che deve restare sottomessa all’uomo con l’unico reale compito della procreazione.

Canzano – E come si sta comportando Putin alla luce di tutto questo ?

VERNA – Putin si sta approfittando di questo stato di forte tensione nell’emisfero meridionale del mondo per rafforzare il suo potere personale e proporre un nuovo ruolo della Russia nello scacchiere internazionale. Ricordiamoci che sino a meno di trent’anni or sono, il mondo si contrapponeva fra est ed ovest, mentre attualmente la linea di frizione è tra nord e sud. Dunque mentre l’attenzione dei governi occidentali è focalizzata dai conflitti accesi dal califfato dell’ISIS, Putin sistema la questione ucraina e si propone alla UE come partner economico e commerciale, alternativo agli U.S.A.

Canzano –  Perché la “guerra” contro il nucleare dell’Iran ?

VERNA – Risposta è facile e scontata, mentre le grandi potenze mondiali tentano con fatica la via del disarmo nucleare appare del tutto inutile e decisamente pericoloso che una nazione come l’Iran, poco consona al dialogo ed alla distensione, si doti della “bomba”. Del resto l’Iran non ha bisogno di energia nucleare da destinare alla produzione civile, in quanto è un paese notoriamente esportatore di petrolio che estrae in quantità decisamente maggiore al suo proprio fabbisogno.

Canzano – Con Tzipras cambierà il destino economico della Grecia ed eventualmente vi saranno ripercussioni per l’Europa ‘

VERNA – La Grecia si porta appresso, oramai da decenni, un eccessivo fardello economico, determinato fondamentalmente da uno statalismo imperante e certamente non basterà l’intervento di un uomo intenzionato a fare la voce grossa a cambiarne il destino, sia quest’ultimo Tzipras od un altro leader greco. Del resto il numero dei dipendenti pubblici è cresciuto negli ultimi 30 anni del 100% contro una crescita demografica di circa il 16%, una proporzione assolutamente insostenibile, aggiungiamo un’evasione fiscale superiore anche alla nostra, nonché una totale assenza di un tessuto industriale, fatto salvo per il comparto turistico nei mesi estivi, dunque la strada del fallimento appare da tempo invitabile. Invece per quanto riguarda una ripercussione nei confronti dell’eurozona, e non per l’Europa che non ha ancora una reale identità, a mio modesto avviso la Grecia dovrebbe tornare alla dracma ed ad una sovranità monetaria; inevitabilmente l’area euro ne subirà un onere, ma questo sarà comunque inferiore al peso che dovremmo continuare a sostenere per mantenere il faraonico quanto fallimentare apparato statale dell’ellade. Ricordiamoci che i greci sono circa 11 milioni di cittadini e che il paese concorre al P.I.L. della UE con un decremento costante nell’ultimo triennio che assomma nel periodo a -7%. I dati parlano da soli.

Il Prof. Fabio Verna è un economista, ma con una formazione direttamente maturata sui mercati finanziari internazionali. Ha iniziato la Sua attività prima nel settore dei crediti speciali e successivamente in quello delle fusioni e acquisizioni; è’ stato inoltre tra gli antesignani nell’applicazione della leva della cartolarizzazione. Da anni segue con impegno lo sviluppo del micro-credito, dell’economia della solidarietà, dell’etica, quale elemento di mediazione tra i diversi fattori di crescita, nell’ambito di uno sviluppo economico solidale e soprattutto sostenibile. Ha ricoperto, negli oltre trentacinque anni della sua carriera, significativi incarichi alla guida di compagnie industriali e finanziarie. Già docente di Innovazione finanziaria all’Università della Tuscia (Vt) ha successivamente proseguito il suo impegno accademico presso la Facoltà di Economia dell’Università di Messina, quale docente di Finanza aziendale. E’ autore di testi economico-finanziari, nonché di specialistiche pubblicazioni, inoltre è un opinionista economico sia televisivo che radiofonico.

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