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sabato, 18 luglio, 2015

Cittadini senza diritti. Vergogna a Roma

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E’ inconcepibile che tutti i media nostrani, anche quei pochi schierati con il “no” all’immigrazione selvaggia, abbiano sfrontatamente utilizzato un braccio teso per demonizzare la giusta protesta popolare dei residenti romani a Casale San Nicola. Ed abbiano provveduto a sviare l’informazione canalizzando commenti, analisi e notizie sulla pretesa partecipazione di “esterni” della destra radicale per difendere e assolvere la vergognosa carica della polizia – evidentemente ordinata da San Vitale e dal prefetto Gabrielli – contro famiglie inermi che protestavano per l’invasione del loro piccolo quartiere residenziale – circa duecento abitanti – con gli immigrati clandestini o meno da smistare ovunque nella colonia Italia per ordine della plutocrazia atlantica.

Sulla base di una “velina” di regime, ogni notiziario ha infatti cenno alla presenza, a fianco dei cittadini che giustamente protestavano per l’immissione di immigrati nei loro spazi vitali, di Casa Pound, il gruppo della destra radicale che in generale accentra su di sé i fulmini e le biascicanti riprovazioni del Sistema liberaldemocratico. (Si noti bene: per il sistema Casa Pound può partecipare alle elezioni ed eleggere suoi rappresentanti con voti popolari ma, evidentemente, la destra radicale – Cp o altri –  non ha per Lor Signori diritto di parola e di protesta politica: per loro non sono cittadini attivi, ma solo passivi. Servono per allargare i contribuenti da tassare e tartassare e per reprimerne i loro diritti costituzionali. E la chiamano “democrazia”…). Comunque la segnalazione mediatica, con accenti di stupore e biasimo, della presenza di Casa Pound serviva come pretesto per demonizzare una protesta popolare sacrosanta e vergognosamente repressa.  Un pretesto. Tanto più che non vi erano soltanto militanti di Cp, assieme ai cittadini, ma anche di altre formazioni di destra. Come dimostra l’appartenenza politica di due arrestati: “Militia” e un altro gruppo politico. (Uno dei due arrestati, manganellato e anche poi soccorso da due agenti, è un avvocato che risiede nel quartiere, Giorgio Mori, chiaramente, per la sua professione, ritenuto pericoloso e quindi messo – ex post, naturalmente – sotto accusa dalla regia repressiva come “facinoroso”).

Ma quello che più fa stupire è il razzismo anti-italiano dei  cosiddetti informatori e di tutti i loro capobastone di regime. Nessuno che abbia anche soltanto accennato alle ingiurie ricevute dai “poveri migranti” (del tipo: “italiani di merda”…), nessuno che abbia stigmatizzato sia la violenza dei poliziotti e in particolare di una donna-agente corpulenta, in evidente stato di ebrezza da manganellamento, sia l’ordine di caricare gli italiani (tra i quali un ex sottufficiale dei carabinieri in pensione) calpestando i loro corpi, sia lo stesso episodio di due agenti che si sono tolti il casco e si sono rifiutati di eseguire un ordine che umiliava loro stessi.

No, tutt’altro: abbiamo anzi ascoltato il prefetto Gabrielli cianciare di provocazioni, di necessario aumento dell’accoglienza e della giusta repressione, anche in futuro. E il presidente-grullo del governo, lo spacciatore di parole Renzi, prendersela con Salvini, il leader leghista, unico che ha tentato una difesa di chi protesta contro l’invasione (Il segretario della Lega ieri aveva così commentato su Facebook  i fatti che si susseguono in tutta Italia: «Roma, Treviso, Livorno, Bergamo, Piacenza: prefetti, invece di rompere le palle ai sindaci e ai cittadini (italiani e immigrati regolari) che protestano, fate il loro lavoro e smettete di coccolare migliaia di clandestini. Accoglieteli in prefettura o a casa vostra, se proprio li volete. Vabbè che dipendete da Alfano ma vergognatevi!».

Un’ultima nota. Tutte le tv di regime hanno dato risalto al saluto romano rivolto da uno dei cittadini-contestatori al bus scortato dalla polizia, dichiarando uno sconcio tale braccio levato. Un gesto forse un po’ idiota, comunque, per i “fustigatori” nostrani, evidentemente feroce e veramente gravissimo… Chissà: forse come il braccino alzato nel saluto fascista, dall’attuale Regina Elisabetta d’Inghilterra, ottanta-novanta anni fa, o da quasi tutti i 42 milioni di residenti in Italia, papà, mammà e nonni di “giornalisti”, politicanti, antifascisti al caviale d’oggi inclusi.

Povera Italia.

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