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venerdì, 17 luglio, 2015

“Podemos” tra alba e tramonto: approva Tsipras

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Almeno Grillo e i suoi, dopo il tour ad Atene, hanno preso le distanze da Tsipras, pur continuando a sottolineare la “grande vittoria democratica del No al referendum” (un appuntamento-farsa spacciato per fondamentale).

“El jefe”, invece, della frazione spagnola della sinistra totalitaria al caviale – il segretario generale  di Podemos – il volpino Pablo Iglesias, ha subito esternato il suo compiacimento per l’allineamento del suo omologo greco di Tsipras alle direttive della Troika “liberaldemocratica”. “La politica è abietta – ha sentenziato Iglesias (nomen-omen): non si puo’ pretendere di più, “vincendo nel nostro Paese almeno facciamo piangere un pochino le elites locali. Altrimenti l’alternativa è Marine Le Pen e un’alleanza con la Russia, vigilia della terza guerra mondiale”.

Per “Podemos” (come per Syriza o per l’italiota SEL) – insomma – è meglio che i popoli si tengano il cappio dell’usura democratica liberista al collo piuttosto di affrontare alla radice il problema, scompaginando la dominazione atlantica e collegandosi con potenze non omologate (Russia e Brics).

“Quello che è accaduto in Grecia è la realtà del potere”, ha detto Iglesias nel corso – il 16 luglio alla presentazione di un libro su… “Indignaciòn y esperanza” – “se in Europa si avranno nuovi governi con politiche keynesiane, se mettiamo con le spalle al muro (ndr: alleandoci…) i socialdemocratici facendo loro cambiare direzione,  si avrà una possibilità. Se no, verrà Marine Le Pen  che dirà : “abbiamo vinto le elezioni in Francia, abbiamo le armi nucleari, e il nostro principale alleato è la Russia. Né Unione europea, né Nato” e saranno “i vespri della terza guerra mondiale”.

La direttrice di “Podemos” è così quella del compromesso pur di non turbare l’ordine mondiale determinato dagli atlantici e dalla loro finanza internazionale usuraia. Lo stesso “segretario politico” del movimento spagnolo  tanto elogiato dalle sinistre chic sopravvissute in Europa, Íñigo Errejón, non ha avuto infatti alcuna remora ad aggiungere che “l’accordo, difficile, è stato l’unico possibile di fronte all’intransigenza dei leader europei, la miglior soluzione conseguibile anche se non è stato fatto pensando al futuro dell’euro o della Ue. Noi klo approviamo perché (Syriza) l’ha approvato”.

“Podemos”, dopo tanta elucubrazione, ha quindi presentato la sua “Università d’estate”, del 23-27 luglio a Madrid. Che dicono sia dedicata alle “riflessioni teoriche per disegnare la strategia politica”.

Mah. Questa “nueva izquierda” somiglia tanto a quella vecchia. Alla ricerca di unzioni da “intellettuali” buoni per tutte le stagioni, alla Pedro Almodovar. Opportunista e concretamente filo-atlantica. Ma dicono che la loro è una rivincita dell’ “identitad plebeya”. Che senza nemmeno andare a Monte Sacro ha già accettato la mediazione aut-aut di Menenio Agrippa, però.

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