Spread the love

Spread the love

" />
venerdì, 26 giugno, 2015

Pablo Atchugarry. Città Eterna, eterni marmi

Spread the love

Dal 22 maggio 2015 al 7 febbraio 2016, tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30, presso i Mercati di Traiano a Roma è aperta l’antologica “Pablo Atchugarry. Città Eterna, eterni marmi”   dedicata allo  scultore uruguayano Pablo Atchugarry.

Oltre alle antiche vestigia di un mercato che era il cuore pulsante della Roma imperiale, i visitatori possono coniugare la storia dei mattoni cotti al sole e quella del  bianchissimo marmo con sculture, alcune di vaste dimensioni, che ben raccontano l’evoluzione della forma e di quanto il geniale sudamericano abbia saputo organizzare  lavorando nel nostro Paese, respirando quell’aria rinascimentale che ancora oggi si avverte nelle cave che servirono il fiorentino Michelangelo ed altri artisti contemporanei di chiara fama.

Un rapporto, quello tra Atchugarry e la città di Roma, che si è consolidato negli ultimi anni grazie al contributo  dell’IILA (Istituto Italo Latino Americano) che ha supportato questa splendida rassegna di quaranta opere, di cui dieci monumentali esposte all’aperto, scaturite nella quasi totalità da quel marmo di Carrara che ha fornito indispensabile alimento agli irripetibili capolavori della classicità e del Rinascimento custoditi nell’Urbe.
Grazie all’abilità dell’artista  si intende rinnovare l’antico e magico rapporto con lo statuario, evocando nelle composizioni delicatamente ascensionali del Maestro innegabili rimandi a una classicità che ci appartiene nell’intimo e nutre la sensibilità di chi ammira gli “eterni marmi”.

A passare in rassegna le grandi opere, che nella circostanza sono state collocate all’esterno, si comprende come quel percorso avviato più di duemila anni fa conosca qui la sua logica conclusione.

Le sculture dialogano tra  loro tracciando percorsi senza sovrastare l’imponenza dello sfondo, si contestualizzano con esso in un unico concerto architettonico cosicché la magia si perpetua.

Marmi che ritrovano finalmente il loro spazio ottimale e l’immobilità del tempo, il concetto di equilibrio e di armonia non viene condizionato dalle dimensioni, dagli argomenti trattati o dalla sostanza su cui viene esercitata l’invenzione.

“Le opere alimentano l’eternità creativa del marmo – è scritto in catalogo – che ne ha decretata quella gloria di cui ora, al Museo dei Fori Imperiali, riusciamo ad ammirare una nobile e godibile rappresentazione”.

Nato a Montevideo nel 1954, da subito il padre Pedro, amante dell’arte e studioso di fama dell’artista uruguaiano Joaquin Torres Garcia, ha riconosciuto le sue capacità e l’interesse espresso per l’arte plastica, stimolandolo a crescere in questa sua spontanea predisposizione. All’inizio  lo scultore  mostra il suo talento attraverso la pittura, sperimentando in seguito altri materiali come cemento, ferro e legno.

Il resto è storia contemporanea con esposizioni in buona parte del mondo, riscuotendo successo da parte del pubblico e della critica che lo hanno incontrato.

Queste sue opere monolitiche, scanalate con grazia, nelle quali pare che il vento con la sua poesia spiralica abbia  inferto “ferite” ascensionali, canalizzano immagini e pensieri proiettati verso altre dimensioni oniriche, in un firmamento di fantasiosa armonia.

In un contesto come quello romano, all’ombra di ruderi millenari le sue meraviglie al tramonto  irraggiano luce dal color garanza, tipica di quell’arancione tanto caro alla Scuola Romana, alla quale tanti artisti italiani nel dopoguerra si sono ispirati.

Una bella rassegna  che accompagna l’astante in un cammino fatto di storia e di grandezza passate, il cui splendore, grazie anche alle sculture di Pablo Atchugarry, sono ancora  vive.

Commenti

commento(i). Per commentare, puoi utilizzare sia il tuo account di Facebook o di qualsiasi altro social network oppure puoi sempre "dirci la tua" senza dover utilizzare un tuo account ma semplicemente registrandoti su Rinascita, come indicato in fondo alla pagina.

Lascia un commento

Devi COLLEGARTI per lasciare un commento.