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giovedì, 25 giugno, 2015

Il convegno sull’Islam a Roma

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Mercoledì 17 e Giovedì 18 Giugno, organizzata dalla giornalista Giovanna Canzano, resposabile ed animatrice principale dell’associazione “Cultura in cammino”, si è svolta, presso la sede di Sallustiana Art Today, una due giorni interamente dedicata a “Costanti e diversità nella conflittualità interconfessionale islamica”. Un argomento sicuramente impegnativo e di grande impatto, viste anche le sue ricadute su tematiche attualissime quali quella dell’immigrazione o quella degli interessi geopolitici e geoeconomici in gioco, solo per citarne alcune. Un argomento che ha attratto un gran numero di relatori di alto profilo e notevole caratura intellettuale, le cui relazioni si sono snodate ed intersecate senza tregua, nei due giorni del convegno, offrendo una variegata ed interessante panoramica di idee ed opinioni. Hanno partecipato, in ordine alfabetico: Anna Maria Turi, Antonio Caracciolo, Antonio Saccà, Antonino Galloni, Carlo Marconi, Carlo Morganti, Caterina Luisa De Caro, Claudio Moffa, Diego Verdegiglio, Enea Franza , Fabio Verna,  Giorgio Prinzi, Giorgio Vitali, Giuseppe Aziz Spadaro, Giuseppe Mele, Giuseppe Turrisi, Luciano Lago, Touhami Garnaoui e lo scrivente Umberto Bianchi che, oltre a fare da moderatore, ha accompagnato la propria disamina con un ulteriore intervento di chiusura e conclusione dei lavori. Le relazioni, tutte interessanti e dense di spunti, hanno spaziato dalla Geopolitica alla Storia, dall’Economia all’Attualità Politica, sino a toccare, con l’intervento di chi vi scrive, il problema della percezione dell’Islam in Occidente, attraverso un’analisi del suo pensiero religioso e filosofico, sottolineandone quelli che ne costituiscono gli aspetti più esoterici. Gli interventi, in tutte le loro varianti e tonalità, hanno sottolineato il profondo disagio dell’opinione pubblica occidentale di fronte ad un problema che, nelle sue mille sfaccettature, religiose, demografiche, economiche o frutto dell’azione manipolatoria di quei centri del potere globale, identificati negli USA e nei suoi stati-satellite occidentali (Francia, Gran Bretagna, Israele, etc.), non può non trovare soluzione se non, come enunciato nell’intervento di chiusura dello scrivente, nel riallacciarsi a quel percorso di pensiero volontarista e vitalista dai cui prodromi avrebbe dovuto sorgere una Modernità “altra”, ed i cui sviluppi furono interrotti dallo scoppio delle due Guerre Mondiali del Novecento. Solamente un’Europa veramente “altra” da quella di adesso, fondata su basi radicalmente divergenti e distanti anni luce dal melenso e marcio buonismo, dalla passiva quiescenza ai diktat dei Poteri Forti, solo quest’altra Europa potrà, dunque, reggere il confronto con la sfida di un modello di sviluppo criminale, alienante e suicida, quale quello Globale. E proprio per dare un “la” ad una nuova e fortunata sintesi di pensiero-azione, per dare un calcio ad ideologie, schemi e squadre logore, consunte, oramai sorde alle istanze della società, “Cultura in cammino” ed il network di iniziative ad essa vicine, al termine di ogni convegno, daranno vita ad un lavoro di elaborazione documentale, che dovrà fare da base propositiva per ulteriori sviluppi ed iniziative in senso sia strettamente politico che, più squisitamente, meta politico. Con buona pace per capettismi, invidie e rivalità che, da troppo tempo ormai, bloccano ed inibiscono lo sviluppo di una più qualificata ed incisiva area politica antagonista.

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