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venerdì, 12 giugno, 2015

Stravinskij e la Spagna più oleografica

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Rodrigo con l’incantevole, malioso “Concierto de Aranjuez” e “El Sombrero de tres Picos “( il Cappello a tre punte): Suite n.2 di Manuel de Falla  e su essi, incombente l’estro di Pablo Heras-Casado, nominato Direttore dell’anno da Musical America. Dal 2012/13, Pablo dirige l’Orchestra of St Luke’s di New York e si adopera fattivamente  a sviluppare una carriera baciata dal successo. Lui ama spaziare dal repertorio sinfonico, a quello operistico, dalla musica contemporanea a quella antica seguendo la prassi esecutiva originale, mentre il curriculum si anima e infoltisce. Dalla Lindon Symphony Orchestra alle grandi tedesche, Berliner compresi, ma anche il Metropolitan e prestigiose formazioni americane. Un ricco palmarés di onorificenze e premi accompagna le sue esibizioni: è Medalla de Honor della Rodrigues Acosta Foundation, nel 2012 riceve la Medalla de Oro al mérito en las Bellas Artes, a Granada, la sua città che lo vuole ambasciatore onorario. Nello stesso anno debutta a Santa Cecilia.

Particolare il programma presentato.  Molto hanno in comune questa Russia selvaggia piena di echi folklorici illustrata dalle partiture di Stravinskij e la Spagna di Rodrigo e Falla con i temi della tradizione che si evolvono approdando ad un linguaggio nuovo sinergico con i suoni del passato. Come un velo, si distende sulla ricca messe di suggestioni sonore lo spirito che li accoglie nel pubblico pronto a partecipare delle loro brillanti atmosfere, ed ecco la magia è compiuta. Ecco l’amalgama fra i “Quatre Etudes”, di cui i primi tre composti  a Salvan nel 1914 che esplorano atmosfere liturgiche, popolari, con i pizzicati e gli arpeggi che sembrano una incomprensibile ( e incompresa esplosione di suoni ). Poi Stravinskij diede loro i titoli per mettere chiarezza: Danza, Stravagante; Cantico e Madrid, aggiunto nel 1917 a Morges dove fu composto. Stravinskij è anche ne Les Noces, una Cantata-balletto ispirata alle nozze contadine russe che risale al tempo della composizione de Le Sacre du Printemps ( La Consacrazione della Primavera), di cui respira la stessa natura arcaico-popolare e selvaggia. Scrive il compositore:” è un susseguirsi di tipici episodi nuziali raccontati mediante la citazione di discorsi tipici”. La Cantata è articolata in due parti. Nella prima, Nella casa della sposa, Nella casa dello sposo, La partenza della sposa, prevale la ritualità delle lamentazioni per la perdita degli sposi da parte delle reciproche madri, per la perdita della verginità della sposa, e prevalgono le preghiere e gli auspici. Nella seconda parte, Il Banchetto di nozze, è il divertimento scatenato dei contadini sull’aia che si conclude con il corteo burlesco che accompagna gli sposi al talamo. La partitura fu completata nel 1923 per essere eseguita di Ballets Russes di Diaghilev a Parigi.

Il Concierto de Aranjuez di Jaquín Rodrigo è affidato all’estro del chitarrista classico montenegrino Miloš Karadaglić. Con questo brano l’artista trentenne ha debuttato con le più note orchestre americane, riscuotendo grandissimo successo sia con la Chicago Symphony, che con le filarmoniche di Los Angeles, di Cleveland e Philadelphia. Il suo talento gli permette di far risuonare con passione uno strumento di grande valore , la chitarra Greg Smallman del 2007, concessagli da Paul e Jenny Gilham. Rodrigo, a proposito del suo celeberrimo Concierto, precisa che si tratta di musica pura senza alcun programma sotteso, anche se è evidente una suggestione della magnifica reggia con il meraviglioso parco sul quale cantano uccellini e fontanelle, dove splendide sculture occhieggiano tra i rami profumati di magnolie, nei giardini alla francese del palazzo reale dove gli aranci con il frutto sempre sull’albero accolgono il visitatore e gli ospiti reali. Divenuto cieco all’età di tre anni, Rodrigo concentra nella memoria una Spagna suggestiva e maliosa e la propone nel celebre secondo movimento del Concerto con le sue estenuate notazioni andaluse e arabeggianti. Legato musicalmente alla produzione classica e popolare spagnola, Rodrigo fu un assai prolifico autore di opere teatrali, di balletti, di musica di scena e brani per voci, di concerti. Il Concierto de Aranjuez però resta la sua opera più famosa. E’ articolato in tre tempi Allegro con Spirito, Adagio e Allegro Gentile, eseguibile con una ridotta formazione orchestrale a fare da contrappeso al ruolo fondamentale della chitarra classica, di cui il movimento centrale denso di nostalgia e di rimpianti arpeggiati dallo strumento solista sul canto del corno inglese. In esso c’è tutta la memoria musicale popolare del sud della Spagna, persino il canto tzigano, el cante jondo, residuo della cultura araba in terra andalusa. La grande cadenza del solista accentua la natura sentimentale del brano che per la sua cantabilità è stato interpretato vocalmente  e strumentalmente da artisti come Dalida, Mina, Massimo Ranieri, Claudio Villa; Amalia Rodrigues, Carlos Santana, Miles Davis e Chick Corea. Apprezzatissimo dal pubblico per la morbidezza del tocco in uno strumento come la chitarra che per sua intrinseca natura sfugge proprio a questa caratteristica, Miloš Karadaglić ha concesso un richiestissimo bis: una milonga. Per finire, ecco “Il Cappello a tre punte” nato come commissione dell’impresario Diaghilev per i suoi Ballets Russes nel 1917. Il balletto prende lo spunto da “El corregidor y la molinera”, una divertente farsa con canto. Falla arricchì l’originale con danze spagnole della tradizione come il fandango, la seguidilla, la farruca e la jota e vi aggiunse brani popolari ascoltati durante un viaggio in Andalusia. Il balletto ebbe le scene e i costumi di Pablo Picasso e le coreografie di Massine. La trama racconta della beffa ordita da Frasquita bella mugnaia fedele al marito Lucas ai danni del corteggiatore, il vecchio Corregidor don Eugenio de Zuniga, magistrato del paese, che se ne va in giro con il cappello a tre punte simbolo del suo potere. Come nella migliore tradizione si ride, ci si diverte e tutto finisce in gloria con l’onore salvo di Frasquita e il vecchio corteggiatore che deve fare buon viso a cattivo gioco e apprezzare le virtù morali dell’austera moglie, Donna Mercedes.

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