Spread the love

Spread the love

" />
giovedì, 11 giugno, 2015

I teatri Eliseo restituiti a Roma

Spread the love

“Ho quasi 60 anni: è’ il momento di restituire quello che ho avuto dalla vita, 5 figli, una moglie adorabile, il successo”, dice commosso Luca Barbareschi, durante la conferenza stampa di presentazione della riapertura dei due teatri Eliseo e Piccolo Eliseo che ritornano in vita dopo nove mesi, eliminando quel vulnus che offuscava la capitale. E continua: “L’idea nasce anni fa, dietro il travestimento di “Tale e Quale”, il fortunato show televisivo” Un’iniziativa che prende vita man mano sulle ali di un sogno, di una visione, che diventa un condensato di idee che si coagula attorno al termine cultura. Da qui inizia un viaggio che si motiva nella meta da raggiungere: la consapevolezza che Roma ha bisogno di una identità teatrale forte. Un investimento in cultura: “non vedo altre alternative che possano motivare i miei prossimi anni”. L’Eliseo e il Piccolo Eliseo, due templi dove si amministrano emozioni, posti di fronte al palazzo dei soldi della Banca d’Italia, proprio prima che la via Nazionale sbocchi su Piazza Venezia. Barbareschi ha investito quattro milioni e mezzo di euro per il restauro dei due spazi teatrali, per riportarli allo splendore che avevano attinto quasi cento anni fa, nel 1918, quando furono costruiti. Ma ora la progettualità. E Roma si appresta ad orientare le sue vele sulla scia delle grandi capitali europee, offrendosi alla fruizione come un Baubourg, con un ventaglio di proposte allargate: il teatro, certo, con cartelloni ricchissimi, ma anche 45 settimane di musica con ragazzi tratti dalle classi finali del Conservatorio di Santa Cecilia, per una stagione da camera e una sinfonica. Ma non solo musica classica, quanto border line, il jazz, il pop d’autore, ne fa fede l’aver chiamato Renato Serio ad apertura di stagione. L’ascolto avviene con modalità nuove, inusuali, ci sarà una voce recitante o immagini. Poi l’aspetto scientifico, la ricerca, con l’Eliseo, pronto a diventare punto d’incontro per parlare di temi seri, di scienza, a braccetto con il Policlinico Gemelli, polo d’eccellenza dove si fa ricerca.

Sono previste 8 lezioni sulla Roma Antica con supporti mediatici. Pronto a decollare anche un progetto sui Sette colli della città eterna. C’è anche una iniziativa con il prof Matteo Villanova, direttore dell’osservatorio psichiatrico di Roma 3, sulla maturità affettiva che darà consapevolezza di piaghe sociali quali la pedofilia, il femminicidio, che passano sotto il controllo non corretto delle passioni. Attraverso i canali del teatro si vuole costruire una nuova genitorialità.

Le sinergie continuano. Ampio spazio alla poesia, l’ecologia della parola, con un contatto non effimero con il Festival Internazionale di Poesia genovese di Claudio Bozzani. Partner Io Donna, per iniziative concrete, ma anche una Scuola triennale di teatro. Nasce dalla consapevolezza che l’Italia concentra il 75% del patrimonio globale della cultura mondiale una collaborazione con il FAI, Fondo Ambiente Italiano, cha ha come obiettivo la comunicazione della cultura.

Gli spazi resteranno aperti dalle nove del mattino tutti i giorni; a teatro si può venire per lgli spettacoli anticipati alle 8, ma anche a colazione, brunch, happy our, cene nei bar, nelle caffetterie e nei ristoranti, usufruendo del servizio biblioteca ed emeroteca, in un teatro non più solo per il pubblico ma per una società di uomini.

Si riparte il 29 settembre, con un cartellone con 24 spettacoli e quattro progetti speciali con una attenzione particolare rivolta ai testi drammaturgici, molto spazio ai contemporanei, ma anche ai grande classici: Luca De Bei, Anton Cechov,  Vittorio Franceschi, Harold Pinter, Luca Barbareschi, Luigi Pirandello, Nicola Piovani, Arthur Schnitzler, Charlie Chaplin, William Shakespeare, Stefano Bollani e Valentina Cenni, David Mamet, Paolo Sorrentino, Claudio Fava. Gianni Borgna, Massimo Carlotto, Alessandro Bardani e Luigi Di Capua, Dorine Hollier, Neil LaBute, Giorgio Gaber e Sandro Luporini, Gustave Flaubert; Giovanni Testori, Gabriele Vacis, Fausto Paravidino, Gabriele De Luca e Agota Kristof. Il pensiero che si esprime con la parola drammaturgica è rappresentato pienamente. Sul palcoscenico il Gotha degli attori italiani, uno per tutti, Gabriele Lavia ( che sarà impegnato in “Sei personaggi in cerca d’autore” di Pirandello ), di cui Barbareschi racconta un aneddoto, quando il celebre attore era impegnato nell’Enrico V e lui era salito per la prima volta sul palcoscenico, appena diciottenne come assistente alla regia, restandone fulminato per la disciplina e la qualità del lavoro che vi si svolgevano tanto da indurlo a decidere del proprio futuro. Apertura di stagione con un testo particolare, per una serata evento “Una tigre del Bengala allo zoo di Bagdad”, testo finalista al premio Pulitzer, di Rajiv Joseph, ambientato durante il conflitto iracheno, denso di spunti surreali ed umoristici che con humour nero descrive la follia della guerra, affidato alla regia e alle qualità artistiche di Luca Barbareschi

Commenti

commento(i). Per commentare, puoi utilizzare sia il tuo account di Facebook o di qualsiasi altro social network oppure puoi sempre "dirci la tua" senza dover utilizzare un tuo account ma semplicemente registrandoti su Rinascita, come indicato in fondo alla pagina.

Lascia un commento

Devi COLLEGARTI per lasciare un commento.