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mercoledì, 3 giugno, 2015

L’aereo passeggeri malese fu abbattuto dai governativi ucraini

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L’aereo della Malaysia Airlines abbattuto in Ucraina orientale il 17 luglio scorso è stato colpito da un missile 9M38M1 Buk-M1 di cui dispongono solo le forze armate di Kiev. L’annuncio, e le prove avanzate da Mikhail Malishevski, consigliere del capo progettista della società statale russa Almaz-Antei, che produce i missili Buk, stabiliscono senza ombra di dubbio le responsabilità ucraine, relegando in un vergognoso atto di propaganda e disinformazione le accuse di Kiev e dell’Occidente alla Russia e alle forze dei governi prorussi di Donetsk e Lugansk.

E’ stato un atto di guerra dell’aviazione governativa ucraina ad aver dunque causato la tragedia in cui morirono 298 persone.

Il boeing MH17 della Malaysia Airlines, con 298 passeggeri a bordo, per la maggior parte olandesi, in volo da Amsterdam a Kuala Lumpur, era stato abbattuto sui cieli della regione  separatista (pro-russa) di Zaroshenskoie (Donetsk). Gli esperti olandesi impegnati nelle indagini sulla tragedia finora avevano soltanto emesso una informativa che dichiarava come l’aereo passeggeri fosse “saltato in aria a causa di danni esterni”.

“Spero che sia stato provato in modo convincente – ha dichiarato il direttore generale di Almaz-Antei, Ian Novikov – che il missile che ha abbattuto il Boeing in Ucraina poteva essere esclusivamente un 9M38M1 del complesso Buk-M1. Tale missile – ha proseguito – fu tolto dalla produzione nel 1999, quindi né il consorzio né le sue imprese hanno potuto fornire questo missile a terzi nel XXI secolo”.

Novikov ha inoltre sottolineato che nel 2005 le forze armate ucraine disponevano di 991 Buk-M1.

E’ da sottolineare che il sistema missilistico “Buk” (definito “Grizzly” negli Usa) era stato ideato come sistema di difesa da terra e soltanto in un secondo tempo modificato per uso navale o aereo.

In ogni caso, la responsabilità ucraina della tragedia era stata da tempo dichiarata dal Comitato investigativo russo, grazie alla testimonianza di un motorista dell’aviazione ucraina, Evgeny Agapov, rifugiatosi volontariamente nella Federazione Russa dopo l’abbattimento. Agapov, cittadino ucraino e addetto meccanico al 1 squadrone della brigata tattica dell’aviazione di Kiev – che ora è sotto stretta protezione della sicurezza russa –  ha rivelato che il 17 luglio 2014 un Sukhoi ucraino Su-25, pilotato dal capitano aviatore Voloshin, era partito armato “per un’azione bellica”  tornando nella base aerea senza più carico di munizioni. Ai suoi colleghi, il capitano Voloshin aveva dichiarato che il suo aereo era stato operativo “ad un’ora sbagliata e su una piazza sbagliata”, aggiungendo, rivolto al controllore di volo Dyakin, che era stato colpito “l’aereo sbagliato”. Nello stesso pomeriggio si era avuta notizia dell’abbattimento dell’aereo passeggeri malese.

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