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domenica, 31 maggio, 2015

Et in Arcadia ego, con Alex Pascoli

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Alla base c’è certamente questa curiosità esagerata per la cronaca nera, titillata fino allo spasimo da quasi tutti i talk show televisivi. Il delitto viene annusato, assaggiato, sottolineato, raccontato, interpretato alla ricerca di verità nascoste, di rivelazioni che vengano a occupare da padrone il nostro immaginario, quello stesso che ci ha trasformato in un popolo di esperti, di detective, di opinionisti. Certo, lampante una domanda si insinua quasi di soppiatto: e se tutto questo servisse egregiamente a farci allontanare da una realtà sociale, problematica, oscura, demotivante e inaccettabile? Se un grande fratello, un grande zio, ci fornisse un alibi per giustificare che qualcuno ha finito con l’uccidere la speranza, che questo qualcuno stesse affondando la barca che ci doveva condurre verso la libertà dell’orizzonte? Il mistero, comunque, è qui, pronto a ghermire la nostra attenzione in questo spettacolo che ha un antenato in un libro dal titolo “Cui prodest”, scritto da Alessandro Bartolomeoli, che si pone la domanda fondamentale cui gli antichi romani facevano riferimento quando dovevano attribuire colpe e responsabilità o anche solo motivare, spiegandolo, un oscuro comportamento: “Chi favorisce, a chi interessa?”. Trasferito sulla scena, il testo diventa “Et in Arcadia ego” , con il sottotitolo “In quelle notti di plenilunio”è stato riscritto dallo stesso Alessandro Bartolomeoli, da Ottaviano Ottaviani, Alessio Caruso e Alex Pascoli.

Alex Pascoli ha fatto di più, curandone anche la regia e interpretando uno dei due protagonisti, il personaggio di Alex Belli ,scrittore. Accanto, nel ruolo dell’avvocato Antonio Maffei, troviamo Alessio Caruso.

Il testo di Bartolomeoli indaga sui cosiddetti “delitti del mostro di Firenze”, un punto di partenza privilegiato per chi cerca risposte persino coinvolgendo ambiti che a prima vista appaiono periferici e allargando lo sguardo a trecento sessanta gradi anche sulla strategia della tensione e sullo stragismo terroristico che insanguinò le nostre strade negli anni ’70, sull’esoterismo, sui “poteri forti”. Ferite ancora purulente per il nostro Paese, che non hanno trovato il lenimento della verità, anzi che si ingarbugliano man mano che l’obiettivo illumina altre realtà e tutte potrebbero far capo ad un misterioso, insondabile signor X, una mente unica, perfettamente occultata. E ancora, ci si chiede:”Può esistere un collegamento fra stragismo terroristico, mostro di Firenze e alcuni omicidi recenti di difficile spiegazione, oscuri, intricati, senza soluzione apparente?

Nelle note di regia, Alex Pascoli scrive: “Ho deciso di intraprendere quest’avventura, sia come regista sia come attore, affascinato da avvenimenti inspiegabili e apparentemente scollegati fra loro, ma legati da un invisibile fil rouge che aiuta a diradare le nebbie che li avvolgono. A partire dagli anni ’60 , molti misteri segnano gravi fatti di sangue generando un senso di impotenza” E altrove: “Ho preso atto, con stupore, della nostra non-volontà di prendere coscienza che forze al di sopra di tutto, votate al male, modificano la Storia, i confini geopolitici e il riassetto di tutti gli aspetti della nostra vita. E quasi senza che ce ne accorgiamo.

“Et in Arcadia ego”, il titolo della pièce teatrale, andato in scena al teatro Argot, è tratto da una iscrizione tombale apparsa nel 1640 su una tela del Guercino: c’è chi ritiene che possa celare un messaggio esoterico, occultato da un codice svelato da un minaccioso anagramma : “I! Tego arcana Dei”, “Io celo i misteri di Dio“. In scena, Alex è un giovane scrittore che ha pubblicato un libro inchiesta sugli anni del terrorismo, che ha fatto scalpore per il suo contenuto. Egli infatti ritiene di avere scoperto una relazione tra lo stragismo e i delitti del mostro di Firenze, aiutato da un informatore che viene ucciso con la stessa arma usata dal Mostro, la famosa Calibro 22, arma mai trovata che dunque misteriosamente fa la sua ricomparsa in una indagine per omicidio dopo anni dall’ultimo delitto del mostro. Il fatto straordinario è che il cadavere viene fatto ritrovare a casa dello stesso scrittore, con la conseguenza che molti indizi si condensano fatalmente su di lui. Sarà proprio attraverso i colloqui tra Alex e l’avvocato che emergerà una verità terribile, sconcertante. Il mostro non colpiva più dal suo ultimo delitto del 1985, ma siamo certi che sia tutto finito?  Dopo più di 30 anni, quando è ancora tutto coperto di mistero, quel mistero del male che ha tolto la vita a 18 giovani amanti si può accettare che la sabbia ricopra ogni pista?.Tutto ciò proprio quando viene scoperto un elemento straordinario, nascosto in un famoso scritto del secolo XIII: il mostro, decrittandone il messaggio esoterico, ha tracciato, e percorso, proprio su quello il cammino del suo infame destino. Inquietanti scenari inediti si spalancano come orbite vuote, alla luce di essi, con occhi nuovi si possono guardare i tanti crimini di sangue insoluti, dal Mostro di Firenze a Garlasco, a Melania Rea, a Yara Gambirasio. Un’analisi che ci conduce passo a passo verso nuove ipotesi, che racchiudono possibili verità raggelanti, mentre si impone una amara riflessione su quanto sia facile essere accusati e incarcerati senza prove oggettive, basandosi su indizi non concordanti, che possono trasformare la vita di chi incappa in una giustizia preoccupata di essere tranquillizzante e di non perdere la prima pagina, in una non esistenza..

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