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sabato, 30 maggio, 2015

Avanti con la “Lega Nazionale”

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Cos’è questa “Lega Nazionale” in costruzione? Quali i suoi riferimenti ideali, quali le sue scelte tattiche politiche? Due domande legittime. Tanto più essenziali in questa tarda primavera del 2015, mentre il sistema di valvassini imposto all’Italia si dibatte e conciona su un dopo-elezioni (regionali) che non ha mutato di un acca lo stato di oppressione del quale è prigioniero il popolo italiano e mentre lo stato generale del mondo sembra sempre più inquinato da forti venti di destabilizzazione e di guerra che i media occidentali – lacchè dei loro padroni atlantici – tendono a minimizzare se non a utilizzare a mo’ di frusta per ridurre all’obbedienza uomini e nazioni loro soggetti. Sebbene nascente, la “Lega Nazionale” ha già ben indicato nel “manifesto” – diramato su www.leganazionale.org – la sua analisi sullo stato di crisi in cui versano la nostra nazione e i popoli della Terra, e le direttrici generali di intervento: rigetto del modello di vita imposto, culturalmente, politicamente, militarmente,  dall’alta finanza e dalle multinazionali d’Occidente; ripristino della giustizia sociale e della funzione del Lavoro quali fondamentali agenti di sviluppo della comunità, riconquista delle sovranità nazionali, libertà dal pensiero unico e abolizione dei vincoli di servitù a “trattati”, “unioni” e “alleanze” internazionali imposti come controllori di masse omologate, drogate e rinchiuse in gabbie di allevamento intensivo al consumo e allo sfruttamento delle loro braccia e delle loro menti. La “Lega Nazionale” ha anche indicato, aprendo ogni porta a integrazioni e indicazioni di metodo, un programma d’azione nel breve periodo, per affrontare e risolvere i maggiori problemi posti dal degrado sociale e nazionale. Nei suoi primi passi ha anche lanciato una attenta, condizionata, apertura di credito alle due forze che attualmente in Italia si sono mostrate tendenzialmente oppositrici del sistema destra-centro-sinistra: Cinque stelle e Lega di Salvini. Occasionali e ininfluenti sono stati i contatti con il movimento di Grillo, che resta legato a incomprensibili postulati pro-immigratori, pseudo-critici con la Ue, vetero-ambientalisti e demagogici (pensiamo all’inutile raccolta di firme contro l’euro o a un reddito di cittadinanza che, pur mutuato dalle analisi del prof. Auriti,è stato proposto scollegandolo dalla proposta di sovranità popolare sul tasso di sconto e sull’emissione della moneta). Virtualmente più concreto il dialogo con Salvini. Da quest’ultimo la Lega Nazionale ha ricevuto sproni diretti – in un’assemblea da lui partecipata a Roma, nel corso di un confronto ristretto, con interviste e dichiarazioni di collegamento per iscritto – alla collaborazione. Di contro a Matteo Salvini la Lega Nazionale aveva richiesto un doppio passo chiarificatore (un suo veto ai riciclati e un atto di coerenza a favore dell’autodeterminazione dei popoli del Vicino Oriente e del Mediterraneo). Purtroppo, a oggi, quei due punti non paiono né risolti né affrontati. Anzi, probabilmente su pressioni vetero-leghiste, si sono operate discutibili scelte dei responsabili – riciclati – del centro sud con la creazione di fatto di una “lega satellite” minipeninsulare che sembra la copia conforme delle leghette portatrici di acqua formate una ventina di anni fa da Bossi e si è proseguito in un percorso del gambero in politica internazionale. Di qui la necessità, pur mantenendo aperto il dialogo politico, di ribadire l’autonomia, l’indipendenza politica, della Lega Nazionale. Che non nasce dal nulla o dalla semplice analisi dell’attualità, ma intende proporsi come magnete per aggregare attorno a sé ogni limatura di libertà del nostro popolo. Come non vuole che tutto il mondo sia mercificato, così non desidera affatto essa stessa “farsi merce”, ma diventare l’organo palpitante della riscossa dalle angustie dei compromessi, della sudditanza, della schiavitù all’attuale mondo-mercato di uomini, popoli e cose. Idealmente la nostra Lega tende a reinverare  lo spirito di quella che quasi un secolo fa fu la “Lega” di Fiume, lo strumento dell’impresa di D’Annunzio e degli Arditi, la riaffermazione di una comunità di popolo scintilla di libertà contro i poteri soverchianti, usurai, oligarchici, delle cosiddette liberaldemocrazie dell’Occidente. Quella “Lega” che si riconosceva nel precedente della Comune di Parigi e che dichiarava la sua volontà di separarsi da un “Occidente degenere diventato una immensa banca al servizio della spietata plutocrazia transatlantica” (G.d’A. 2.2.1920) e riassumeva nella “Carta del Carnaro” il meglio del pensiero rinascimentale, risorgimentale, socialista, sindacalrivoluzionario e nazionalista. Con una concezione dell’ordine sociale fondato sulla piena sovranità dei cittadini, sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione delle aziende produttive, sulle autonomie comunali e sulla necessità di una forma dello Stato al servizio del suo popolo e non dispotico e strumento di oligarchie. Con queste premesse, quello della edificazione, oggi, di una “Lega Nazionale” è evidentemente un percorso impervio, ad ogni passo minato dal nemico, più che pieno di ostacoli. Ma resta l’unica strada possibile per tutti quegli uomini liberi decisi a non morire di compromessi, di sudditanza, di schiavitù.

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