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giovedì, 28 maggio, 2015

Morricone, I&J e Uto Ughi per le Caldi Notti Romane

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Ennio Morricone

Ennio Morricone

Una breve sosta, appena dieci giorni, e subito riprende la programmazione dell’Accademia di Santa Cecilia che per l’estate prossima indossa una veste ancor più smagliante, con proposte curate per un pubblico più allargato da ammaliare per infoltire ancora il grosso bacino di abbonati alle stagioni invernali, sia quella sinfonica che quella cameristica. Cerimoniere in carica è il neo Sovrintendente-Presidente e Direttore Artistico Michele Dall’Ongaro che si presenta al pubblico degli abbonati (circa 6000 persone a settimana) assieme al Direttore Musicale, sir Antony Pappano che ha appena accettato di guidare fino al 2019 l’Orchestra dell’Accademia.  Tre programmi a disposizione, definiti dal Sovrintendente:”freschi, allegri, energici” e popolarissimi, aggiungiamo, con il calendario che segna l’inizio il 2 luglio nella Sala Santa Cecilia con Ennio Morricone nella duplice veste di compositore e direttore d’orchestra e alcune delle più note pagine scritte per il cinema che hanno illustrato pellicole come “Il Buono, il Brutto e il Cattivo”, “La Bibbia, “Nostromo”, accanto agli every green “Mission”, “Nuovo Cinema Paradiso”, “Gli Intoccabili” e “Malena”, tutti film coronati dall’Oscar. Sarà presentato anche un brano di musica assoluta, una composizione dal titolo “Meditazione orale”, ispirata ad un componimento poetico di Pier Paolo Pasolini, di cui si potrà ascoltare la registrazione fatta dallo stesso poeta. Giovedì 9 luglio gli spettatori saranno deliziati da una proposta di musica spettacolo con due interpreti esilaranti, Aleksey Igudesman (violino) e Hyung-Ki-Joo (pianoforte). Grandi virtuosi dei loro strumenti, i due artisti partendo da una base classica rivisitano con la loro comicità surreale e dissacrante i brani proposti, creando consensi e coinvolgimenti divertiti, inventando sketch che si sono segnalati per l’interesse suscitato in artisti di rinomanza mondiale come Joshua Bell, Gidon Kremer, Mischa Maisky, Victoria Mullova, Emanuel Ax, Janine Janson ed altri. Il titolo della loro performance è “Big Nightmere Musica”, con il sottotitolo  “Follie musicali in dimensioni sinfoniche. All’Orchestra di Santa Cecilia il compito di fare da spalla alla comicità di I&J Rivolgendosi con fare amichevole e rilassato al pubblico della Sala Grande, Dall’Ongaro  ha segnalato l’ultimo atteso appuntamento, il 23 luglio, con l’amatissimo Uto Ughi che ritorna con alcune delle pagine più belle e popolari del suo repertorio, come la “Romanza” di Beethoven, l’”introduzione e Rondò capriccioso” di Camille Sainte-Saëns e la “Fantasia” si Sarasate. Sul podio un giovane e valente direttore franco-americano che si è fatto apprezzare l’anno passato dirigendo Strauss, Schuman e Webern e che quest’anno attingerà refrigerio estivo dai crescendo vertiginosi della Sinfonia da “Il Barbiere di Siviglia” e dall’Ouverture dal “Guillaume Tell” di Gioachino Rossini. La serata si chiuderà con l’esplosione ritmica del martellante “Bolero” di Maurice Ravel.

La presentazione della breve stagione estiva è occasione anche per un rapido sguardo su quella invernale e sulle novità più significative come la valorizzazione degli artisti italiani, ben 26 in palcoscenico, che fanno parte della formazione orchestrale ceciliana, considerata internazionalmente una delle dieci più importanti orchestre del mondo. O anche uno dei filoni più interessanti che vuole mostrare Beethoven non solo ad apertura di stagione con il “Fidelio”, ma nel rapporto con i contemporanei dello stesso compositore, come Cherubini e Spontini, per citarne alcuni, e con i nostri coevi, come Sollima, come Francesconi che ha messo in musica le parole di Nelson Mandela. Il grande sinfonismo continua nel 2015/16 con molto Sciostakovic. In occasione del Giubileo, sarà dato ampio spazio alla musica sacra. Saranno anche incrementati i compositori in Residence presso l’Accademia, mentre, rispondendo a precise richieste del pubblico, ogni concerto sarà preceduto un’ora prima da una “spiegazione” aperta a chi volesse approfondirne la conoscenza,

Sir Antony Pappano sottolinea l’altissima professionalità, la grande velocità esecutiva e creativa dell’amalgama del suono nell’orchestra e l’importante ruolo svolto dai direttori musicali che si sono succeduti nel tempo forgiandone il linguaggio, che si caratterizza per “un suono affascinante, legato al canto, all’espressione, al romanticismo, ma anche al virtuosismo” tanto da potere disinvoltamente passare dal suono rossiniano alla melodia di Ciakovskij, conservando il timing della parola, la teatralità del suono, il fraseggio. Una grande professionalità è quella raggiunta dalle prime parti dell’Orchestra che oltre a dar vita ad ensemble d’archi, a gruppi barocchi ed altro, si esibisce spesso con vivo successo nella stagione cameristica frequentata al pianoforte dallo stesso Pappano non solo a Roma , ma in tournée. Una nota particolare di merito Sir Antony Pappano riserva al Coro, educato da Ciro Visco, dal suono di ammirevole e altissima qualità, e annunzia che oltre al coro e all’orchestra che riunisce 600 bambini, si pensa di mettere a punto anche un coro di genitori che potrebbero proficuamente impiegare il tempo d’attesa che i piccoli  terminino le prove.

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