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sabato, 2 maggio, 2015

21 aprile. Luci e ombre sul convegno

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Il convegno, “Verso la Lega nazionale… con Putin” del 21 aprile al Salone Margherita

L’aver voluto parlare con un articolo del convegno “Verso una Lega Nazionale”, ad una settimana di distanza non è, da parte di chi scrive, assolutamente casuale, anzi. Assieme ad altri, ci aspettavamo un commento, una nota, un segnale da parte dell’ufficialità della Lega che, invece, non c’è stato. Ma cerchiamo di procedere per ordine. Il convegno del 21 Aprile, da un lato, ha sicuramente rappresentato un’ottima occasione per molti e preparati studiosi, giornalisti ed esponenti del mondo civile, di dar corpo al meglio a tutta una serie di istanze tutte, più o meno, accomunate da un sentire per così dire “anti-globale”, ovverosia da un variegato rifiuto delle principali coordinate delle odierne politiche “occidentali”. E su questo punto, le relazioni sono state tutte davvero di notevole rilievo e portata, a parte le boiate del liberal liberista Valditara a cui è stato, stranamente, concesso un tempo oltremodo lungo, ad evidente detrimento di altri e più interessanti e meritori interventi (Nino Galloni, Gino Marra, Aleksandr Dughin e Giulietto Chiesa, solo per citarne alcuni…). Particolarmente calorosi, gli applausi della platea di fronte a tutti quegli interventi che mettevano in luce una evidente insofferenza verso la presenza USA e NATO sul suolo nostrano. Tutto molto bello, giusto e, direi quasi, scontato dal punto di vista di una certa sensibilità ideologica. Il problema è che, a tale sensibilità non è stato dato, ahimè, alcun riscontro da parte dell’ufficialità del movimento-partito politico Lega che, di questo convegno avrebbe dovuto essere il principale referente. E qui arriviamo, invece, alla nota dolente dell’intera questione. Questo convegno, avrebbe dovuto rappresentare l’occasione perfetta per un definitivo chiarimento ideologico e programmatico con il leader della Lega, Matteo Salvini che, in questa sede, avrebbe potuto esprimere in modo chiaro e netto, una presa di posizione avverso o a favore delle istanze anti globali espresse dai vari relatori. Il problema di una chiarificazione ideologica non è secondario visto che, è perfettamente inutile scagliarsi contro l’immigrazione e tutte quelle disdicevoli espressioni del degrado che colpiscono la nostra comunità nazionale, se non si ha presente che la radice del problema risiede altrove, nell’essenza di quella Globalizzazione, dalla cui accettazione o rifiuto dipendono tutta una serie di ineludibili conseguenze a cascata. NO Immigrazione, NO Euro, ma anche, NO Maastricht, NO Lisbona, NO Wto, ma anche e di più, NO NATO e, dulcis in fundo, ma in primis, NO Liberismo né Economico né Politico; reimpostare e ridiscutere radicalmente gli assetti socio economici occidentali, senza dover, per forza, ricalcare o scopiazzare esperienze passate e oggidì inattuali. Non si può essere anti globali a metà, o solo in parte. Non si può fare i duri a parole e poi dopo, a voti ricevuti, mediare o scendere a compromessi, spesso avvilenti. Sono film già visti e stravisti. Di galline bicefale, di gamberi et similia, ne abbiamo già conosciuti troppi, per cascarci ancora. Oggi la differenza non sta più in chi è di destra o di sinistra, ma solamente tra chi globale lo è, sino in fondo, e tra chi, altrettanto sino in fondo, non lo è, con tutte le reciproche conseguenze che da tali scelte possono derivare.
Pertanto, la mancata presenza del leader della Lega, ha determinato in chi scrive, in perfetto accordo con altri li’ presenti, la convinzione sull’inutilita’ di prendere la parola in quel contesto, tanto per ripetere cose di comune condivisione, vista proprio la evidente assenza di quel tanto richiesto momento di chiarificazione ideologica e programmatica, necessario allo sviluppo della vita di qualunque movimento politico. Proprio a causa di questa mancanza, (riconfermata nei fatti, dalla non menzione, ad oggi, del convegno sui vari siti ufficiali della Lega) chi scrive, assieme ad altri, rimane pertanto perplesso e fortemente dubbioso su quali siano le reali intenzioni e l’attenzione della Lega, riguardo al progetto espresso dal network “Lega nazionale”. Se poi, a tali considerazioni, seguiranno chiarimenti dai diretti interessati, tanto meglio, la cosa non potrà che farci piacere. Altrimenti, accantonata definitivamente qualsiasi ipotesi o forma di appoggio a partiti o formazioni già incancreniti da decenni di navigazione istituzionale, non ci rimarrà che andare oltre, continuando nel percorso di edificazione di quel “frente amplio” dell’antagonismo politico che, della trasversalità, ma anche e, prima di tutto, della chiarezza ideologica, dovrà fare la propria base portante.

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