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martedì, 5 maggio, 2015

L’inganno BCE per beneficare le banche

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Mario Draghi

Così è ormai dal 9 marzo che è partita l’operazione di immissione monetaria da parte della BCE, il fatidico Quantitive Easing per le banche. 1.100 miliardi di euro, un tot al mese, giusto per non farci ubriacare di soldi. Per l’esattezza saranno 60 miliardi al mese, dice Mario Draghi.
Peccato che non faranno ingrassare noi cittadini ma le banche in quanto l’immissione da parte della BCE andrà al circuito bancario dei 19 paesi dell’Eurozona per comprare i titoli di Stato degli stessi paesi ( e forse anche di altri , se i tassi sono migliori del nostro ).

In sintesi, si avvera ciò che proferiva Giacinto Auriti: ” Pagare un debito di moneta addebitata con altra moneta addebitata è impossibile. A lungo andare si pagherà con la proprietà dei beni e del lavoro non retribuito “.
Ed è quello che sta già accadendo vista l’accelerata delle privatizzazioni e delle dismissioni di aziende strategiche partecipate dallo Stato ( ANSALDO, ENI, FINMECCANICA ) al quale si aggiunge la precarizzazione e riduzione del valore del lavoro con il jobs act.
Come beneficeranno le banche del Quantitive Easing e perchè questi 1.100 miliardi non ricadranno nell’economia reale ?
Lo schema è quello seguito fra il 2010 e il 2012, quando la Bce ha comprato titoli dei Paesi in difficoltà, in base al programma Smp. Come andò a finire ? Che quei Paesi non sono riusciti a sdebitarsi ed il loro debito pubblico è aumentato a causa dell’esponenzialità del calcolo degli interessi. Gli effetti li abbiamo avuti anche noi in Italia con tassi sui titoli che hanno toccato il 6% ( che in questi 5 anni stanno aumentando ). Con 60 miliardi al mese le banche continueranno a prestare soldi allo Stato in cambio di titoli e la spirale del debito continuerà a salire. Risultato ? Tra qualche anno, quando chiederanno il conto, dovremo rinunciare ad altri asset strategici partecipati dal Tesoro. Dove porterà questa continua vendita di beni patrimoniali pubblici è facilmente intuibile , come enunciò lo stesso Auriti: alla fine dello Stato. Infatti ” senza il diritto di proprietà dei beni di produzione e distribuzione non si ha neanche il diritto di pretendere i beni di consumo” perchè non avendo più nulla da vendere non si può pretendere di essere proprietari se si è acquistato con una moneta prestata. Essa va restituita. E’ il caso eclatante delle tasse sul possesso di automobili, televisori, case, immobili produttivi.

Gli economisti sono in contrasto tra loro se questo Q.E. abbasserà o meno i tassi di interessi oppure svaluterà l’Euro per incrementare le esportazioni che consentirebbero di captare moneta dall’estero per ripagare i prestiti. Continuano a giocare sui numeri e previsioni ( fallaci in tutti questi anni ), continuano a ragionare per compartimenti stagni come se l’Italia fosse l’unico Stato al mondo e l’unico esportatore e tutti gli altri stessero a guardare , subendo.

Noi sappiamo come andrà a finire questa storia, come tutte quelle che si sono ripetute nel ciclo storico da quando l’uomo inventò la banca centrale privata ( e non il cavallo ).
Dare ad un tossico metadone al posto di eroina non lo disintossica ma ne allevia la sofferenza fino alla morte e lo renderà sempre dipendente e MAI LIBERO.

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