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martedì, 24 marzo, 2015

Fn di Francia, ovvero i Tetragoni Disinformatori

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FN, primo partito di Francia

Tetragoni, i vari gazzettieri, gli opinionisti, i politicanti di accatto, continuano a sfornare paludate analisi sulla “sconfitta” del Front National di Marine Le Pen alle dipartimentali di domenica. Si legge di tutto: complessi artifizi verbali per dimostrare l’indimostrabile, appelli ai moderati per abbandonare al più presto le “sirene del populismo”, calcoli di aritmetica creativa (tipo “soltanto” un francese su quattro ha votato FN e gli altri hanno votato centro e sinistra – con la rimozione non soltanto del dato antisistema delle astensioni, ma della stessa presenza, nel voto, di una consistente rappresentanza di una destra radicale – un esempio: la Lega Sud che andrà al ballottaggio ad Orange  contro il Front National –  non certo catalogabile tra i “moderati”.
Nel giorno seguito alle elezioni dipartimentali tutti i media radiotelevisivi di Francia – e di tutti i giornali di regime (con l’anomala eccezione de L’Expres) – si sono autocatapultati nel vivo delle Grandes Manoevres de la Republique.
Qualsiasi istituto di sondaggio, qualsiasi rete radiotelevisiva, qualsiasi foglio di carta stampato, qualsiasi edizione in rete, sono stati d’accordo su un punto: il FN non sarebbe più il primo partito di Francia.
A indicare invece una vittoria del FN senza alcuna incertezza è stato il Ministero dell’Interno francese. In ogni tabella ufficiale appare in testa, e di molto, quel 25% che viene contestato: si vede che tra gli opinionisti d’Oltralpe l’aritmetica elementare non è uno studio praticato.  Sembra preferiscano invece una particolare “insiemistica”: quella, ad esempio che ha fatto ‘gonfiare’ (si fa per dire) i voti del partito socialista fino al 13% grazie all’accorpamento, nel partito di Valls e di Hollande dei voti di alleati locali Verdi, Pcf, Melenchon; o quella che gonfia i “voti dell’Ump”, di Nicolas Sarkozy, con iniezioni di consensi in realtà aggregati da centristi e democratici. Questi due ultimi, peraltro, alquanto irritati, in queste ore: non hanno affatto apprezzato il totale furto della coperta elettorale uscita dalle urne da parte della minoritaria (6,51%) Ump dell’ex presidente guerrafondaio (ricordate l’aggressione alla Libia’).
Se tali analisi, comunque faziose, sono in Francia diretti strumenti di delegittimazione dell’avversario nel conflitto politico in atto tra sistema destra-sinistra e FN, le stesse si trasformano in Italia in variopinte declamazioni rituali sulla bontà del sistema-regime destra-sinistra officiate dai presunti ubiqui guru del pensiero unico occidentalista. Con i soliti appelli ai “moderati” perché non si facciano, qui da noi, allettare dalla Lega “populista” di Matteo Salvini e addirittura lanciando espliciti inviti a votare piuttosto l’ex Cavaliere già da loro stessi demonizzato ma ora ritenuto utile arnese per tamponare le crepe del potere. Particolarmente attivo su questo fronte quel Sergio Rizzo che, tra la scrittura di un libro e quella di un articolo e quella di un reportage video, sembra perennemente incollato alle sedie delle tribune politiche televisive italiane da dove appunto dispensa in pillole il suo solenne pensiero omologato.

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