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mercoledì, 25 marzo, 2015

Chagall. Amore e vita

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“Chagall. Love and Life” a cura di Ronit Sorek

Per la prima volta in Italia giungono al Chiostro del Bramante di Roma, dalla collezione dell’Israel Museum di Gerusalemme, 140 lavori di Marc Chagall, uno degli artisti più amati del Novecento.
“Chagall. Love and Life”, in cartellone dal 16 marzo al 26 luglio 2015, a cura di Ronit Sorek, racconta attraverso disegni, olii, gouache, litografie, acqueforti e acquerelli  la  poetica dell’artista, influenzata dal grande amore per la moglie Bella e dal dolore per la sua morte prematura avvenuta nel 1944.
Quasi profetiche suonano oggi le parole del critico Lionello Venturi che nel 1945 scriveva: “Sfortunatamente il pubblico è lento ad accettare in pittura la stessa libertà che pure viene accettata, ad esempio, nel linguaggio tradizionale della poesia. Dovrà passare del tempo prima che l’opera di Chagall possa essere rivisitata con la piena maturità e profondità di giudizio di cui necessita. Molta della pittura che oggi viene esaltata sarà dimenticata quando le forme e i colori di Chagall daranno ancora gioia all’umanità. Allora si scoprirà  che Chagall ha dato uno dei maggiori contributi alla realizzazione della libertà nell’arte”.
E’ passato più di mezzo secolo da quelle citazioni venturiane e il linguaggio di Chagall (Vitebsk 1887Saint-Paul-de-Vence1985), pittore russonaturalizzato francese, d’origine ebraica chassidica,  è diventato così universale da essere amato e riconosciuto da tutti. L’opera di Chagall non è solo questo. È la  meraviglia di fronte alla natura e alle creature viventi che conferiscono quell’arcaicità, quasi medievale, a tutte le sue fantastiche narrazioni.
Un’intera sezione è dedicata alle illustrazioni della Bibbia, con temi che esercitarono sempre un grande fascino su di lui e che rivelano un’interpretazione straordinariamente “umanista” delle Scritture, come il ciclo d’incontri storici tra l’uomo e Dio, interpretazione dell’Antico Testamento.
La rassegna mette in luce anche il rapporto esistente nell’opera di Chagall tra arte e letteratura, tra linguaggio e contenuto. I lavori esposti riflettono l’identità poliedrica dell’artista, che è al tempo stesso l’ebreo di Vitebsk (“Sopra Vitebsk”), autore e narratore che correda di immagini i libri dell’amata sposa, artista che illustra  artisticamente la Bibbia (“L’angelo caduto”, gouache del 1924), originale pittore moderno che attraverso l’iconografia cristiana piange la sorte toccata al popolo ebraico (“La Crocifissione”, gouache del 1944), profondo conoscitore di “Le Anime morte” dello scrittore russo Nikolaj Gogol (in mostra il frontespizio eseguito da Chagall e 15 delle 96 tavole – acqueforti – del 1948) e francese di adozione che disegnò le effigie delle favole di La Fontaine, anch’esse esposte (18 tavole tra acquerelli, acqueforti e gouache). Artista e grande conoscitore dell’anima “ritraeva le debolezze umane, senza emettere giudizi” (Susan Compton, dal catalogo della mostra alla Royal Academy of Art, 1985).
Chagall celebra l’amore come dono divino (“Gli amanti”, olio del 1937, “Coppia di amanti e fiori”, litografia del 1949, “Coppia di amanti con gallo”, litografia del 1951, “Gli amanti”, gouache del 1954-55). Ritrae la famiglia, gli amici (“Ritratto del Dottor I.A. Eliashev” e quello di “Ala Eliashev”, entrambi grafite su carta del 1919) e se stesso (“Autoritratto” con sorriso e “Autoritratto con smorfia”, entrambi acquaforte del 1924-25), dimostrando di essere un maestro della linea e della superficie oltre che un eccellente colorista.
Il catalogo Skira, con foto e saggi, è un ulteriore strumento per la conoscenza  approfondita del grande maestro.

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