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martedì, 11 luglio, 2017

Eurorapina . Appello agli uomini liberi

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“Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene.” Così diceva il grande Paolo Borsellino, l’uomo che dedicò tutte le proprie energie alla lotta contro la mafia, il giudice che nella sua amata Sicilia sacrificò la propria esistenza pur di affermare la presenza dello Stato, lo stesso Stato vile e corrotto che decise di abbandonarlo nel corso della lotta da egli intrapresa. Parole sagge, illuminanti, parole che ci permettono di comprendere la straordinaria forza della comunicazione, perché il primo passo verso la risoluzione di un problema, qualunque esso sia, è la conoscenza dello stesso; resa possibile soltanto attraverso la comunicazione. Quest’oggi mi permetto di prendere in prestito le parole di Paolo Borsellino per trattare un tema che da sempre è considerato un tabù, un argomento di cui quasi nessuno parla, vuoi per ignoranza o per malafede, e quelle poche volte che qualcuno lo sfiora appena viene immediatamente richiamato all’ordine dagli ottusi rappresentanti del “pensiero unico”. Mi riferisco al tema della moneta, o meglio, all’attuale meccanismo di creazione e utilizzo di denaro scritturale da parte delle banche commerciali. Per chi non lo sapesse, il denaro è presente sotto due forme distinte, quella materiale, cioè le monete e le banconote, e quella immateriale, rappresentata da semplici scritture contabili, da cui il nome “denaro scritturale”. Tanto per essere chiari, quello scritturale non è altro che denaro virtuale, creato dalle banche commerciali per effettuare prestiti e pagamenti, a cui non è associato un corrispettivo né in monete né in banconote; per dare un’idea dell’entità del denaro scritturale basti pensare che il valore di tutte le monete e le banconote in circolazione rappresenta soltanto una piccola percentuale di questo, si e no il 10%. Come ho già accennato, la censura e la repressione attuate dal sistema non sono mai così dure e puntuali come in casi del genere, cioè ogni volta che qualcuno tenta di aprire un dibattito pubblico sull’attuale meccanismo di creazione del denaro da parte delle banche; infatti, puntali come un esercito di orologi svizzeri, anche stavolta una moltitudine di quotidiani, online ovviamente, non hanno esitato a sparare a zero su un interessantissimo progetto ideato dall’economista Marco Saba. Tale progetto si chiama “Moneta Nostra”, i cui promotori lo definiscono come un mezzo attraverso il quale è possibile far emergere le contraddizioni e gli aspetti illegali del sistema di creazione del denaro adottato dalle banche commerciali. Il progetto in parola ha un potenziale impressionante, poiché attraverso una meticolosa analisi giuridico-contabile mina le fondamenta dell’intero sistema di erogazione del credito, pertanto, se si riuscisse ad avviare un serio e costruttivo dibattito sulla materia, coinvolgendo il mondo politico, accademico, giudiziario e bancario, e fosse riconosciuto quanto sostenuto dai promotori di “Moneta Nostra”, i benefici di cui godrebbe la collettività sarebbero inimmaginabili. Peccato però che finora non ci sia stato alcun dibattito, ed ogni tentativo di diffusione di nuove proposte venga sempre criticato aprioristicamente. Cosa c’è che vi preoccupa? Cos’è che vi turba? Chi è in buona fede non dovrebbe temere il confronto, e invece le autorità politiche e monetarie fanno di tutto pur di sottrarvisi. Perché mai i nostri politici si riempiono la bocca con espressioni del tipo “la sovranità popolare sancita dalla Costituzione” dimenticandosi però che nel passaggio dalla Monarchia alla Repubblica il potere di creare e gestire la moneta è passato dalle mani del Re a quelle dei banchieri, senza passare per il popolo? Certo, qualcuno potrebbe obiettare che per “sovranità popolare” si intende che il popolo può scegliere liberamente i propri governanti, ma allora perché mai il potere di creare moneta non è passato nelle mani di questi ultimi? Queste sono tutte domande alle quali una classe politica degna di tal nome non dovrebbe esimersi dal rispondere, e invece niente, l’assordante silenzio a cui siamo abituati è la prova regina della loro colpevolezza, ignoranza, viltà e indegnità morale. Concludendo, noi Uomini Liberi rivolgiamo un appello agli Uomini Liberi presenti nei luoghi del potere, nelle istituzioni, chiedendovi semplicemente di accettare un confronto, di approfondire la materia, poi se riuscirete a dimostrare che progetti come “Moneta Nostra” sono privi di fondamenti scientifici saremo i primi a prenderne atto e a tornare sui nostri passi, ma fino a quel momento non potrete impedirci di studiare, di investigare l’esistente, di cercare soluzioni ai problemi e di diffondere i risultati ottenuti.

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