domenica, 29 gennaio, 2017

Elogio funebre atlanticamente corretto

Nel suo elogio funebre del novantaseienne Nino De Marchi, il giornalista Francesco Dal Mas (Corriere delle Alpi e Tribuna di Treviso, 9 gennaio 2017) si lascia trascinare dalla foga, arrivando a scrivere, tra l’altre cose, che De Marchi è stato “un eroe della Resistenza”, ecc.
Forse al cattolico Dal Mas sfugge un particolare, il seguente :
Il 19 marzo 1945 un modesto reparto – meno d’un centinaio di uomini – d’un battaglione Volontari di Polizia della Repubblica Sociale Italiana cade in un agguato partigiano in Valsalega sul bordo meridionale della Foresta del Cansiglio, lambita dalle province di Belluno, Treviso e Pordenone. Vengono catturati 63 uomini più un sottufficiale tedesco. Vengono trasferiti, senza cibo né acqua, per una quindicina di chilometri attraverso il Cansiglio fino a Lamosano d’Alpago, dove giungono il 21 e da ultimo consegnati alla “Brigata Fratelli Bandiera” comandata da Nino De Marchi ‘Rolando’, come ha scritto Raimondo Lacchin a quel tempo capo partigiano della “Brigata Ciro Menotti” attivo in zona (P.P. Brescacin, R. Lacchin: Quando vestivamo alla garibaldina, Vittorio Veneto, 2003).
A seguito dell’ordine di esecuzione impartito da Lucio Manzin ‘Abba’ (del Partito d’Azione, il partito nel quale, in quei frangenti, militava Carlo Azelio Ciampi) capo del Comando Militare Zona Piave partigiano, e da Decimo Granzotto ‘Rudy’ (del Partito Socialista) commissario politico dello stesso, nella giornata del 22 marzo i 64 prigionieri, condotti dalla “Fratelli Bandiera” di De Marchi lontano dagli abitati nella zona montuosa di Malga Venal, vengono depredati dei pochi effetti personali e dei piastrini di riconoscimento, denudati, abbattuti a scariche di mitra e successivamente con il ‘colpo di grazia’ alla testa, gettati in una fornace di calce con il perverso scopo di evitarne il riconoscimento anche in futuro ai familiari che tutt’oggi non sanno dove e come sono morti i loro cari (a parte pochissimi nominativi, tra i quali Tarcisio Santarossa).
(Decimo Granzotto nel suo diario coevo, pubblicato postumo in ‘Protagonisti’, Belluno, dicembre 2000, annota, in data 22.03.1945, di aver interrogato i 64 prigionieri; Lacchin, nel libro citato, a pag. 309, cita una Lettera riservata del Comando Zona Piave al Comando della Nino Nannetti del 16 aprile 1945 nella quale Lucio Manzin e Decimo Granzotto, sollecitati dal Comando della “Divisione Nannetti”, si assumono la responsabilità dell’eliminazione dei 64 prigionieri; la partecipazione all’uccisione di molti dei moribondi, con un colpo alla testa, viene vantata nel dopoguerra anche da Eliseo Dal Pont ‘Bianchi’, comunista, allora commissario politico da poche settimane della Mazzini ed in precedenza proprio della Fratelli Bandiera, in interviste al quotidiano Il Gazzettino, alla emittente TelePordenone, ecc.; al nome di ‘Bianchi’ è stato intestato un centro civico a Belluno).
Un eroe Nino De Marchi???
Non potevano mancare, nelle parole di Dal Mas e De Marchi, le consuete consunte frasi fatte: i partigiani, con gli eserciti statunitense britannico ecc., hanno liberato l’Italia bla bla bla.
Non sa forse Dal Mas che i “liberatori” – che hanno finanziato, armato, assistito i partigiani – occupano ancora il nostro suolo da settant’anni, dove hanno un centinaio di basi e siti militari pagati dal contribuente italiano; centinaia in Europa; un migliaio sul globo terrestre ?

Che, dopo essersi spartiti l’Europa con i Sovietici, hanno “liberato”, fra gli altri, la Corea 1945-48 e 1950-53, il Viet Nam 1960-74, Grenada 1983, Panama 1989, Iraq 1990-1991 e 2003-in corso, Afghanistan-Pakistan 2001-in corso, Libia 2011, lasciando una scia di milioni di morti, in gran parte innocenti civili, di feriti/storpiati, di nati con gravi malformazioni – orrori destinati anche a future generazioni – a causa delle armi all’uranio impoverito utilizzate dall’esercito del Paese stesso di Dio (God’s Own Country, secondo la loro definizione).
Con i loro compari dell’Arabia Saudita, del Qatar, di Israele, della Turchia (secondo esercito NATO dopo l’U.S. Army) hanno tentato anche con la Siria dal 2011, ma il decisivo sostegno che a questa hanno fornito l’Hezbollah libanese, la Russia e l’Iran contro i 300.000 mercenari-terroristi in gran parte stranieri, ed il sacrificio di decine di migliaia di militari della Repubblica Araba di Siria – quelli sì eroi – ha messo gli antichi “liberatori” a mal partito.
Che gli USA abbiano armato i terroristi dell’ISIS/DAESH lo ha detto lo stesso Segretario di Stato John Kerry il 22 settembre 2016 in un incontro a porte chiuse, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, ignaro, ovviamente, di venire registrato. Sentite la sua viva voce in You Tube “Leaked Audio of Secretary Kerry Reveals President Obama Intentionally Allowed Rise of ISIS”;
e in “Preuve audio: John Kerry confirme en privé soutenir et armer Daesh” 12.01.2017 www.voltairenet.org/article194918.html

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