mercoledì, 14 dicembre, 2016

La Divinità e la vastità dell’Universo

In questi anni, grazie anche all’aiuto di potentissimi telescopi, l’astronomia ha fatto passi da gigante. Siamo arrivati al limite di quello che prima si chiamava Universo, per farlo divenire “il Nostro Universo”, o “l’Universo Conosciuto”. La cautela è d’obbligo, dato che, ove si rivolga lo sguardo, non si riesce ad intravederne l’orizzonte neppure con le più potenti macchine ottiche, tant’è che molti scienziati valutano che sia impossibile definire i confini dell’esistente, e sembra che sia impossibile addirittura esprimerli concettualmente e per pura somma di ipotesi . Questa vastità inimmaginabile, da un lato supporta i teologi, che vedono nella debolezza della scienza e l’estendersi a dismisura dell’ignoto, il rafforzamento di molti loro dogmi in opposizione al materialismo, ma dall’altro, la logica dei grandi numeri rende anche ogni loro dettato religioso sul funzionamento del Creato praticamente ridicolo.
Se il sacerdote può predicare: “Vedete cari fedeli … solo Dio può aver concepito un mondo così vasto e l’immensità dei cieli sono una prova della sua esistenza”, .. lo scienziato può replicare: “E tu pensi che in un mondo così vasto possa esistere qualcuno o qualcosa che abbia la capacità di controllare tutte le azioni degli uomini, e decidere chi mandare in Paradiso, chi in Purgatorio e chi all’Inferno? E poi a quale scopo se l’insieme di tutte le azioni malvagie dell’umanità potrà portare al massimo alla distruzione di un pianeta che, come dimensioni all’interno della propria galassia, è più piccolo di un granello di sabbia nel deserto?
E certo, perché qui sta l’imbroglio di tutte le religioni. Pur potendolo fare da millenni (gli antichi egizi avevano già calcolato la distanza dal sole alla terra sbagliando di pochissimo), i preti di tutte le razze se ne guardano bene dall’istruire le masse sulla vastità dell’Universo, anzi, da sempre combattono e condannano chi cerca di fornire qualche logica spiegazione in merito. Sanno benissimo che il cervello dell’uomo si confonde quando analizza i grandi numeri, perché su quella confusione hanno gettato la pietra miliare delle loro organizzazioni. E sanno altrettanto bene che se la mente umana riesce a scovare i parametri logici ed analizzare le minuscole dimensioni della nostra Terra in raffronto al mare di stelle e pianeti di solo un’altra piccola porzione del cosmo, poi spinge il pensiero verso il disconoscimento della divinità e della religione, qualunque essa sia. Far comprendere a tutti la vastità dell’Universo porta l’uomo a divenire ateo, e per i religiosi è la peggiore delle catastrofi.
Per contare ininterrottamente fino ad un miliardo pronunciando un numero al secondo (in pratica ci vuole più di un secondo perché, pur essendo la conta veloce all’inizio, essa diventa sempre più difficoltosa man mano che i numeri crescono) si impiega oltre trent’anni. Se analizzassimo le dimensioni della terra in confronto alle stelle più grandi finora osservate, per esempio la VY del Cane Maggiore o la UY Scuti, palle di fuoco duemila volte più grandi del sole che se fossero al suo posto non basterebbe l’orbita di Saturno per contenerle, scopriremmo che è come paragonare un chicco di riso a sfere grandi come stadi di calcio. E il raffronto del sistema solare alla nostra galassia, la Via Lattea, larga centomila anni luce, è quello della formica con la Corsica. Si deve sapere che per andare in gita dall’altra parte della Galassia con le sonde pìù veloci che ha lanciato l’uomo, quelle che orbitano attorno al sole o che impiegano nove anni per arrivare su Plutone alle velocità variabili tra 60.000 e 260.000 chilometri all’ora, nei primi dieci anni ci sposteremmo di due millimetri, mancando alla meta solamente la distanza di … 130 chilometri! Nella Via Lattea esistono da 200 a 400 miliardi di stelle con relativi sistemi, in cui si è stimato che potrebbero tranquillamente essersi formati almeno 100 miliardi di mondi abitati, e di questi in almeno nove miliardi potrebbero vivere esseri complessi e intelligenti. E sembra che la vastità cosmica superi di sette volte la distanza di 13 miliardi di anni luce finora raggiunta dal telescopio spaziale, e che in essa possano esistere almeno un miliardo di galassie come la nostra, per arrivare alla somma totale di cento miliardi, se nel conto si comprendano anche i sistemi stellari minori. Quindi, per la semplice conta stabilita dalle leggi dell’aritmetica elementare, escludendo gli altri corpi celesti, i pianeti abitati nelle galassie simili alla Via Lattea dovrebbero essere come minimo nove miliardi di miliardi! Inoltre esistono esseri microscopici che gli stessi abitanti di statura normale di un pianeta neppure conoscono bene, come ad esempio i batteri. Non si può ancora negare che su un minuscolo granello di sabbia questi esserini stiano discutendo di come è grande il Sahara e cosa c’è dopo la loro puzzolente morte? E neppure negare che qualcuno di questi, incazzato perché inascoltato, non stia progettando di farsi esplodere con una mini bomba di sterco di cammello per far morire tutti nella puzza, sempre che prima non venga democraticamente bombardato dagli altri!
A questo punto, a tutti questi quesiti il credente dovrebbe chiedere alla propria confessione religiosa una risposta. Ad esempio, calcolando che solo sulla Terra esistono pochi miliardi di umani e che esistono nove miliardi di miliardi di mondi con probabili esseri intelligenti e che tra questi le brave persone saranno almeno il trenta per cento, .. come deve essere grande il Paradiso per farci star dentro tutti i buoni del Creato fatti ad immagine e somiglianza di Dio? E come deve essere grande il palco per far sedere alla destra del Padre tutti i Figli di Dio che si sono fatti mettere in croce in ognuno dei pianeti con esseri intelligenti? E qual’è il criterio che può distinguere un essere intelligente (accessoriato di anima) da uno che vive solo istintivamente, dato che si è scoperto che i delfini hanno cervello e gamma di suoni superiore a quella umana, che le scimmie contano più velocemente di noi e che le formiche fanno le contadine e le allevatrici? Come si stabilirà se un lombrico è un essere stupido oppure è furbo perché mangia la terra e non deve andare a fare la spesa al Conad? Con quale criterio si premieranno col Paradiso le 76.000 specie di moschini, le 9.000 di mosche e le 3.000 di zanzare, oltre naturalmente i batteri kamikaze? E come avrà potuto Dio conteggiare ogni voto di tutte le tornate elettorali dell’Universo, poiché non è mistero che nel segreto dell’urna Egli ci vede ma Stalin no?
Mettiamoci in testa che chi cerca di convincere le genti sull’esistenza della divinità non è uomo che si alza la mattina per andare a lavorare nei campi e vivere del sudore della fronte, non è persona che va a morire in guerra, non è chi si sostenta della povertà predicata, ma è uomo falso e bugiardo che racconta balle talmente grosse da non potersene vedere i limiti (proprio come l’Universo -ma il trucco è proprio questo), che vive nello sfarzo e nell’agio e che manda gli altri a morire promettendo loro un premio inesistente o predato a qualcun altro. Se vi è un motivo della proliferazione delle religioni, questo è solo per il venale vantaggio terreno dei predicatori! Si deve pensare che, anche senza le religioni, la moltitudine dei credenti può tranquillamente pregare e vivere in serenità la propria fede, poiché nella realtà Dio esiste, anche se solo nella mente degli uomini, come entità astratta ed istintiva che non ha bisogno di sacerdoti. Esiste come un Grande Padre sempre presente, come un Capo Assoluto, naturale e carismatico che detta leggi giuste e inalienabili (quelle dell’istinto che ogni essere vivente porta nel suo bagaglio biologico), come un Fratello Maggiore che infonde esperienza, aiuto e coraggio nei momenti di difficoltà e come uno Spirito Santo che assiste chiunque nel momento della morte dando la pietosa speranza di una nuova vita. Chi crede non sta sbagliando, sta vivendo umanamente la propria esistenza con tutte le debolezze che questa riserva, e può farlo andando a pregare anche sotto una pianta, ma chi sfrutta questi sentimenti in mala fede, in abuso della credulità popolare e per il proprio spudorato interesse, è per me il più meschino dei meschini! Guardando i numeri di un solo argomento come le stelle del cielo, e paragonandoli con quanto ci è stato propinato finora sulla stessa materia dalle religioni nella convinzione che la verità non sarebbe mai potuta emergere, si può solo immaginare la dimensione della falsità che questi uomini hanno progettato e mantenuto nei millenni. Hanno sfruttato con l’imbroglio il sentimento dei più miti e le teorie di qualche generoso profeta vissuto precedentemente, che sicuramente avrà ideologizzato ogni cosa in umiltà e fede di giustezza e che, caso strano, era morto qualche decennio prima dell’istituzione della confessione. Fatto inequivocabile che mette al riparo i furbastri da possibili contrasti ideologici sulle teorie e sui racconti a loro supporto, nella maggior parte dei casi infarciti di enfasi, di mistificazione e di episodi di pura invenzione.
I sacerdoti e le chiese han bisogno di Dio e dei fedeli per sopravvivere, non il contrario.

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