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martedì, 13 dicembre, 2016

Il Grande Turacciolo

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Il rammarico cresce ogni ogni giorno di più. Dietro la facciata di giusta ribellione monta senza tregua purtroppo la deriva radical chic del movimento 5 Stelle – che qualcuno supponeva di rinascita della nazione italiana – a suo tempo varato dalla coppia Grillo-Casaleggio.
Che poi “deriva” non è. Si tratta in realtà del naturale svolgimento del compito affidato, fin dalle origini, a tale movimento: fungere da turacciolo politicamente corretto per impedire la rivolta del popolo italiano contro la masnada di camerieri dei banksters internazionali posti al governo del BelPaese. Lo stesso Grillo aveva indicato tale funzione come fondamentale per il movimento.
E’ sufficiente guardare un po’ oltre le apparenze per mettere a nudo l’opportunismo indotto che rende nella sostanza inutili le principali battaglie dei pentastellati.
Rimasticando e straziando quanto a suo tempo scoperto e indicato da Giacinto Auriti sulla proprietà della moneta e delle banche centrali di emissione (e delle assicurazioni loro consanguinee), i proclami dei Cinque Stelle sulla nazionalizzazione della Banca d’Italia e poi sul reddito di cittadinanza sono serviti soltanto ad agitare uno spauracchio per qualche tempo per dare modo ai corvi di assuefarsi alla novità della contestazione, ruminarla e renderla innocua.
Rimasticando e straziando quanto a suo tempo denunciato – e parliamo dalla firma dei trattati di Maastricht in poi – da questo stesso giornale sulla cessione della sovranità economica imposta all’Italia dall’Ue e dai poteri finanziari internazionali: privatizzazioni, liberalizzazioni e imposizione della falsa valuta euro incluse, i proclami dei Cinque Stelle sul “referendum sull’euro” (una boiata pazzesca), e sulla “riforma dell’Ue”, nei fatti rendono un servizio da maggiordomi a chi vuole mantenere, magari con qualche belletto in più, questo sistema di oppressione dei popoli chiamato “Unione europea” e sottomesso alle multinazionali e alla finanza atlantiche.
Giunti poi alla prova sul “sociale”, ecco Cinque Stelle far proprie le più viete battaglie “diritto umaniste” e/o buoniste e/o progressiste che dir si voglia. Un sindaco – a Roma – che promette altre “migliaia di posti per i profughi”, vieta i Giochi Olimpici con la scusa idiota di non saper controllare e impedire eventuali atti di corruzione, ferma i lavori per un nuovo stadio calcistico con la scusa che delle “torri” (nemmeno tanto alte) possano turbare l’ambiente circostante a Tor di Valle (con campi rom ormai stanziali nelle vicinanze!). E sempre lo stesso sindaco, in ginocchio di fronte all’OltreTevere, che taccia di razzismo i suoi cittadini (di San Basilio) ai ferri corti con l’amministrazione per l’ennesima invasione di clandestini, dichiarati dalla sindaco “risorsa per la nostra città”. E che, tanto per dare un colpo anche alla botte, immette la distinzione gender anche nelle poste di bilancio… Con un altro sindaco pentastellato, a Torino, che le fa il verso e che apre ai nuovi cittadini da tutelare, lesbiche, trans ed omosessuali.
Per non parlare del tuonante silenzio – rotto a volte, è vero, da prese di posizioni singole: ma questo non è certo sufficiente, le battaglie debbono essere corali e devono essere condotte senza risparmio – sulla politica internazionale. Nessun “no” secco al riarmo Nato, alle sanzioni alla Russia, alla vergognosa politica occidentale di sostanziale sostegno alle bande terroristiche e di destabilizzazione dei Paesi del Vicino Oriente non amati dagli alleati sauditi e delle petromonarchie del Golfo.
Con tali premesse, ecco dunque giunti, dopo la vittoria del “no” al referendum di Renzi e dopo la formazione del Renzibis-Gentiloni, di fatto alla vigilia di elezioni che potrebbero anche “premiare” il movimento di Grillo per la sua “opposizione”. Mala tempora currunt.
Peccato. I Cinque Stelle sono il Grande Turacciolo. E dentro la bottiglia, sotto vuoto, ci siamo tutti noi.

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