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mercoledì, 23 marzo, 2016

Toulouse Lautrec all’Ara Pacis

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Roma Capitale ha aperto una grande mostra con circa 170 opere provenienti dal Museo di Belle Arti di Budapest, al Museo dell’Ara Pacis su Henri de Toulouse-Lautrec, il pittore bohémien della Parigi di fine Ottocento, che ripercorre l’attività dell’artista dal 1891 al 1900, poco prima della sua morte. In cartellone dal 4 dicembre scorso fino all’8 maggio 2016 è stata promossa e prodotta dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e da Arthemisia Group con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura.
L’esposizione è corredata da preziose litografie della collezione dell’attrice, scrittrice e cantante Yvette Guilbert, tra cui otto affiches di grande formato e due cover degli album personali con circa 10 litografie.
L’evento ha a che fare con il pensiero dominante dell’artista francese: “la rarità è raramente l’essenziale… quello che conta è rappresentare un soggetto meglio di quanto faccia la sua natura intrinseca”.
Attraverso queste opere il riguardante può conoscere a tutto tondo la grafica di Toulouse-Lautrec: manifesti, illustrazioni, copertine di spartiti e locandine, alcune delle quali sono autentiche rarità perché stampate in tirature limitate, firmate e numerate e corredate dalla dedica dell’artista. Il pittore è considerato il più famoso maestro di manifesti e stampe tra il XIX e XX secolo. Tra le peculiarità della sua arte è l’avere come soggetto la più disparata umanità illustrata in momenti quotidiani o di divertimento, affascinando così la borghesia francese.
Sua grande fonte d’ispirazione è il quartiere parigino di Montmartre e la maggior parte delle sue opere sono riconducibili alla vita notturna e ai locali di questa zona. Sono rappresentazione d’istanti di vita quotidiana che Lautrec restituisce con un effetto di grande immediatezza: in poco tempo l’artista diventa uno degli illustratori e disegnatori più richiesti di Parigi. Gli sono commissionati manifesti pubblicitari per le rappresentazioni teatrali, per i balletti e gli spettacoli, oltre che illustrazioni d’importanti riviste dell’epoca, come la satirica Le Rire.
Nel percorso, oltre alle opere affisse, rare immagini (fotografie e riprese cinematografiche) d’inizio Novecento evocano la Parigi della Belle Époque. Inoltre, un’applicazione interattiva guida il visitatore alla scoperta della tecnica litografica e delle tecniche di stampa di fine Ottocento, dai colori accesi e la riproduzione su vasta scala, ai presupposti per la nascita del manifesto pubblicitario, di cui egli è stato con la sua arte il precursore.
L’itinerario dell’esposizione è scandito in cinque sezioni tematiche e tiene puntualmente conto delle
esperienze formative, artistiche e intellettuali del grande francese, partendo dalle opere dei primi anni della sua produzione artistica sotto l’egida del suo maestro René Princeteau, a quelle del
primo periodo parigino dove forte è l’influenza del quartiere di Montmartre con Léon Bonnat e Fernand Cormon. È un percorso che dal realismo degli studi accademici sfocia nelle influenze umoristiche e avanguardistiche degli Artistes Incohérents per giunge alle opere post-impressioniste realizzate dopo l’incontro con Théo van Rysselberghe e con la pittura di Seurat, Gauguin e van Gogh.
Rampollo di un’antica famiglia aristocratica del sud della Francia, nel 1881 Henri de Toulouse-Lautrec (Albi1864 – Saint-André-du-Bois 1901) decide di diventare pittore. Ormai è chiaro che il giovane non avrebbe seguito le orme del padre causa la picnodisostosi, malattia genetica delle ossa che può portare a manifestazioni cliniche apparentemente simili al nanismo. Muore a soli 37 anni a causa dell’alcolismo e della sifilide.

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