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giovedì, 10 dicembre, 2015

Dearlove (MI6): I sauditi hanno creato l’ISIS

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Il giornale britannico “The Independent”, riprendendo il libanese al Manar, ha pubblicato un articolo di analisi sul “J’accuse” all’Arabia Saudita quale gestatrice dell’Is – o Stato Islamico, o Isis – rivolto dal’ex capo dei servizi militari britannici per l’estero (MI6), sir Richard Dearlove.

“L’ora della morte promessa agli sciiti da Bandar Bin Sultan (capo servizi di intelligence saudita) è suonata”, e questo sarebbe avvenuto non soltanto attraverso le operazioni di sterminio portate a compimento in tutto il mondo e attraverso i ripetuti attentati suicidi che hanno causato la morte di migliaia di sciiti in Iraq dal 2003. L’Arabia Saudita ha aiutato l’ISIS – ora IS o Stato Islamico – a prendere il controllo del nord dell’Iraq dove sono stati massacrati le donne ed i bambini sciiti e yazidi, senza contare il massacro degli studenti della Facoltà dell’Aria (la base Spiker) il 10 di giugno scorso.
Questo quanto dichiarato da Dearlove, ex capo dei servizi segreti britannici per l’estero (MI6 o Militar Intelligence 6) attualmente docente a Cambridge, nel corso della conferenza, vagamente accennata dai media nostrani, tenuta la scorsa settimana al Royal United Services Institute, a Londra.
L’ex responsabile del MI6 ha aggiunto: “a Mosul, i mausolei e le moschee sciite sono stati distrutti. In una città turkomena vicino Talafar, l’ ISIS ha sequestrato 4.000 case come bottino di guerra. Così è accaduto che la vita degli sciiti in Iraq, degli alawiti in Siria e dei cristiani e di altre minoranze in quei paesi sia diventata molto più pericolosa di quella degli ebrei nelle regioni controllate dai nazisti nel 1940”.
Secondo Dearlove, non esiste alcun dubbio che l’Arabia Saudita e Qatar finanziano e continuano a finanziare lo Stato Islamico. Che questi paesi fanno in modo che questo gruppo terroristico possa prendere possesso delle regioni sunnite dell’ Iraq. Questo genere di cose non avviene in forma spontanea. La Cooperazione tra molti sunniti in Iraq e l’ISIS non avrebbe potuto verificarsi senza linee guida e fondi da questi due paesi.
Al contrario di al-Qaida, che si era concentrata a minacciare gli interessi occidentali, lo Stato Islamico si è concentrato (almeno fino ai recenti attacchi a Parigi e altre città dell’Occidente), soprattutto nell’attuazione del piano di Bandar bin Sultan per uccidere tutti coloro che non sono considerati come “musulmani” , dal punto di vista di estremista della dottrina wahhabita.
“Il pensiero strategico saudita si basa su due pilastri profondamente radicati. Essi credono che ogni sfida al loro ruolo di custodi dei luoghi santi dell’Islam non può essere ammessa e ritiene che tutte le altre scuole islamiche (ad eccezione di wahhabismo) siano eretiche e i suoi membri devono essere eliminati”, ha detto Dearlove.
Richard Dearlove ha sottolineato come i sauditi reprimano i terroristi quando tornano nell’Arabia Saudita, ma esortandoli ad agire quando sono all’estero e, in particolare, ad uccidere gli sciiti secondo i precetti della scuola wahhabita.
(Traduzione di Luciano Lago, da “Controinformazione.info”)

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