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giovedì, 10 dicembre, 2015

Sindacalisti in fuga da UGL Credito

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Il disastroso terremoto che ha scosso sin dalle fondamenta la confederazione sindacale UGL, or sono ormai quasi due anni, con una ferocissima guerra intestina senza precedenti nella storia del sindacalismo italiano, non poteva non ripercuotersi anche sugli organismi periferici del sindacato. Un conflitto combattuto a suon di carte bollate, tribunali, ricorsi e contro ricorsi, provvedimenti cautelari, ordinanze, pronunciamenti giudiziari (in cui persino i giudici hanno riscontrato “un livello di elevata litigiosità”: R.G. n. 60474/15 giudice dott.ssa Cecilia Bernardo, p. 2) e mazzate vere, con contorno di carabinieri, polizia, guardia di finanza etc., etc.
Dopo l’effetto devastante della scissione della confederazione in due UGL, ciascuna delle quali ha nominato il proprio segretario generale (l’un contro l’altro armato), del blocco o addirittura della chiusura di conti correnti e affidamenti in Mps e UniCredit (quest’ultima banca ha deciso di rescindere i contratti in essere perché, rebus sic stantibus – vale a dire in attesa di un giudizio di merito da parte del tribunale sulla questione segretario generale e relativi atti – non ha potuto accertare con certezza chi abbia la rappresentanza legale a tutti gli effetti della confederazione), lo sciame sismico ha investito ora in pieno le federazioni di categoria.
L’ultima, in ordine temporale, ad aver subito in questi giorni un colpo durissimo è la federazione del credito che raggruppa i lavoratori bancari.
Commissariata qualche mese fa la segreteria nazionale e il legittimo segretario in carica (eletto a suo tempo in un regolare congresso) ad opera della Ugl 1, quella per intenderci controllata dalla triade Polverini/Cetica/Capone, e successivamente contro commissariata dalla Ugl 2 quella retta dall’altro segretario generale Taddeo Albanese, la federazione e i quadri sindacali si sono improvvisamente risvegliati come nel racconto kafkiano “Ungeheuere Ungeziefer”, trovandosi appunto nella condizione di fare la parte dei mostruosi insetti indesiderati, sebbene siano proprio le rappresentanze di base ad operare quotidianamente sul fronte aziendale, con molti oneri e nessun onore, e a reggere le sorti dell’ormai traballante sindacato.
Allo stesso modo di quanto accaduto nel gruppo Fiat nei rapporti con la federazione Ugl metalmeccanici (http://www.ugl24.it/wordpress/?p=800), anche sul tavolo ABI si è assistito all’interruzione delle relazioni sindacali, a causa della presa di posizione dell’Associazione sindacale delle banche italiane, che, con lettera del 12 novembre u.s. a firma del direttore generale Giovanni Sabatini, ha rappresentato alla Ugl Credito l’impossibilità di individuazione “dei soggetti legittimati a rappresentarla ed impegnarla nei confronti dell’Associazione” sospendendo di conseguenza “gli incontri ed ogni altra interlocuzione con la segreteria nazionale di Ugl Credito” (http://www.ugl24.it/wordpress/?p=806).
Prima conseguenza di tale provvedimento la mancata partecipazione della Federazione del Credito all’accordo sulle agibilità sindacali, che ha visto il taglio draconiano dei permessi riconosciuti dalle banche a ogni sigla sindacale per espletare la propria attività in azienda.
Una situazione a dir poco drammatica e insostenibile, peggiorata ancor più dal fatto che il plafond dei permessi, che dovrebbe essere prima di tutto appannaggio delle strutture sindacali aziendali di base che operano in trincea a diretto contatto colle direzioni aziendali e i lavoratori, viene anche utilizzato per garantire i distacchi a chi ha incarichi apicali confederali. Il tutto inevitabilmente a scapito di chi tira la carretta in azienda. Una situazione da sempre mal tollerata dalle varie rappresentanze aziendali. Ora che la misura è stata colmata e che si è raschiato il fondo del barile, parecchie RSA aziendali nazionali della Ugl Credito hanno sbattuto la porta e hanno deciso di voltare pagina.
Gorizia, Milano, Perugia, Roma, Foggia sono state le città italiane di punta che in questi giorni hanno visto le prime defezioni di rappresentanti sindacali aziendali , con tanto di bagaglio d’iscritti al seguito. A queste – sembrerebbe (il condizionale è tuttavia d’obbligo) – ne seguiranno altre importanti. Gettato il sasso nello stagno, le onde prodotte paiono essere inarrestabili. Sono ormai lontani i tempi delle vacche grasse, quando colla gestione Tony Augello (prematuramente scomparso) a capo della federazione provinciale romana della Ugl Credito, la sola Roma aveva raggiunto la storica vetta di 1.700 iscritti (festeggiata con tanto di targa ricordo).
Altri tempi, ma soprattutto una diversa concezione di fare sindacato. Si vocifera, ma lo prendiamo col beneficio d’inventario, che, attualmente, il numero totale degli associati a livello nazionale della Ugl Credito raggiunga a mala pena la soglia dei duemila iscritti. Della serie: dalle stelle alle stalle.
Per evitare il definitivo affondamento della nave sindacale sugli scogli dell’assenza di risorse finanziarie apprendiamo che l’onorevole Polverini, nella sua veste di deputato di FI, ha presentato venerdì 4 dicembre un’interrogazione parlamentare pro domo sua (sì perché, come è noto, l’ex segretaria generale è ancora ben piantata in casa Ugl 1), nella quale, nell’ambito dell’intricata questione della rappresentatività nel comparto pubblico (ci sono in ballo gli introiti degli iscritti, prezioso ossigeno per le casse del sindacato), chiede “per quali ragioni il dipartimento della funzione pubblica abbia ritenuto, tra il 16 luglio 2015 ed il novembre 2015, di non ottemperare ad una ordinanza del giudice, ancorché cautelare, e ancor oggi tardi ad adeguarsi nonostante l’ordinanza del 4 novembre che, ad oggi, non risulta all’interrogante ancora applicata; se ed in che termini tale comportamento abbia prodotto un danno e come si pensi di intervenire nei confronti degli eventuali responsabili”.
Mentre la lotta tra le due fazioni che si contendono le spoglie dell’Ugl continua più aspra che mai, l’Unione territoriale di Roma fa sapere che “in occasione delle festività natalizie distribuirà coperte e pasti caldi ai senza tetto di Roma” (http://www.ugl.it/2015/12/giubileo-verelli-distribuiremo-pasti-caldi-e-coperte-a-senza-tetto/). Iniziativa certamente lodevole e forse anche un po’ premonitrice. Infatti, di questo passo, sarà forse proprio l’Ugl a rischiare di rimanere senza tetto e senza companatico.
Sic transit gloria mundi!

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