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lunedì, 4 maggio, 2015

Picasso e le sue passioni

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Picasso 2

Catania, Castello Ursino, fino al 28 giugno

Castello Ursino di Catania, maniero costruito sotto Federico II di Svevia, oggi sede del Museo Civico della città etnea, ha aperto le stanze alla rassegna “Picasso e le sue passioni” a cura di Dolores Duran Urcan e Stefano Cecchetto. Un evento difficile d’allestire, ma  egregiamente realizzato, soprattutto per la fragilità delle opere in ceramica, prestate da musei che a malincuore, seppure temporaneamente, se ne privano quali attrazioni nelle locazioni d’origine.
Il Comune di Catania, Comediarting e III Millennio dal 4 aprile al 28 giugno 2015 offrono al visitatore 200 creazioni tra vasi, piatti, brocche, mattonelle dipinte, importanti opere su carta e tre pezzi unici, di cui due oli e una gouache.  Si tratta di prestiti provenienti per la maggior parte da prestigiose raccolte private di tutto il mondo e dal museo di Mija Malaga, noto per la ceramica.
Il percorso è inoltre arricchito da “Picasso in the cube (politic passion)”, un’istallazione multimediale interattiva che racconta il rapporto dell’artista con la politica e i riflessi che questa ebbe sulla sua arte.
La mostra, con un percorso completo del grande artista, intende illustrare, nei suoi contenuti più autentici, i temi e le passioni che hanno dato vita alla sua creatività,  influenzandone la vicenda umana e quella artistica. Il teatro e il circo, la tauromachia, le donne e la politica sono state per tutta la carriera argomenti di ricerca portante nella sua complessa cifra stilistica. Unico artista del ‘900 che ha saputo trattare tutte le tecniche ascrivibili al mondo dell’arte, il grande andaluso ha conquistato il titolo di genio proprio perché non si è mai fermato davanti a nulla, mettendosi in gioco e sperimentando fino alla vecchiaia. Picasso riesce ad infondere anche nella grafica le atmosfere pittoriche dei suoi periodi.
L’attività incisoria del maestro spagnolo è stata sempre molto intensa, perché ne ha compreso subito la versatilità e la non ordinarietà delle soluzioni che si possono raggiungere.
In mostra alcune serie d’incisioni: “La Suite des saltimbanques” (1913), 14 incisioni acquaforte e puntasecca; “Il Tricorno” (1920), 33 incisioni bulino e collotype; “I Venti Poemi di Gongora” (1958), 41 incisioni acquaforte e acquatinta allo zucchero; “Carmen” (1949), 40 opere incisioni a bulino; “Tauromachia” (1959), 27 opere acquatinta allo zucchero e puntasecca; “Barcelona Suite” (1966), 5 incisioni litografia a colori; “La Célestine” (1971), 68 incisioni acquaforte e acquatinta.
Nelle opere in ceramica è esplosa tutta la forza della fantasia creatrice dell’artista in un momento particolarmente felice della sua esistenza, terminato l’incubo della seconda guerra mondiale. Si dedica a questo linguaggio espressivo, che scopre particolarmente congeniale alla sua vena creativa, tanto da iniziare una sperimentazione che lo accompagna per il resto della vita e che si intreccia indissolubilmente con i lavori su tela, le sculture e la  grafica. Talvolta disegna forme originali di sua invenzione, ma di solito preferisce trasformare i piatti, le ciotole e le brocche della ceramica tradizionale utilizzando diversi metodi di scultura: assemblaggio, disegno, pittura. Per più di vent’anni, fino alla morte (1973), Picasso non smetterà di sperimentare questo mezzo espressivo.
L’esposizione, per la quantità di opere e presenza di tutte le tecniche affrontate –  chiosa  l’assessore alla Cultura e al Turismo  del Comune catanese Orazio Licandro –  si prefigge di essere un’occasione unica per la Sicilia e una tra le mostre più importanti mai realizzate su Picasso”.

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